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Magner Bein | Il matrimonio Este-Rangoni salvato dal Lambrusco

Un matrimonio raro quello tra Lanfranco Rangoni e Alda d'Este, poiché coniugava l'interesse delle famiglie con l'amore. Eppure si scoprì che i due erano consanguinei, una scoperta considerata portatrice di sfortuna, ma a salvarli fu il Lambrusco

Siamo nel Duecento e in quest'epoca i matrimoni non erano solo questione di cuore, ma più si era ricchi e più diventata una questione di soldi e di potere. I due promessi sposi erano Lanfranco Rangone e Alda d'Este, figlia del famigerato Marchese Obizzo d'Este. Quando i due innamorati si conobbero, lei si innamorò subito di lui e lui si innamorò subito di lei. Si trattava di un caso più unico che raro all'epoca far congiungere interesse politico e interesse affettivo in un matrimonio. Eppure Alda e Lanfranco bramavano all'idea di sposarsi. 

Così giunse il 30 Gennaio 1288, il gran giorno del matrimonio, quando la bella Alda e il bel Lanfranco poterono dire di sì. Dopo una firma veloce del notaio Gherardo de' Carretti il matrimonio era fatto e la frugale festa si concluse con il momento che entrambi attendevano da tempo, ovvero appartarsi nelle camere del Palazzo Ragoni. Furono settimane felici per i due innamorati, finché non tornò a Ferrara il Marchese Obizzo, che scoprì che i due sposini erano in realtà consanguinei. Dovete sapere che una tale eventualità era vista da molti all'epoca come preambolo del malaugurio. 

Per risolvere quella situazione il Marchese inviò una dispensa ecclesiastica, ma la famiglia Rangone, vicina al Vescovo di Modena, decise di porre nelle mani di quest'ultimo il lavoro di accertamento del caso. Il giudice ecclesiastico doveva scoprire se i due avessero convissuto e se fossero a conoscenza della consanguinea appartenenza. 

Si scoprì che Lanfranco Rangoni aveva preparato al meglio la camera nunziale, ponendo vicino al letto un'anfora colma di Lambrusco. Quando le due colombelle si ritirarono nella camera preposta, fu impossibile per loro non bere il vino preparato. I due si erano innamorati e avevano bevuto, e questo bastò come testimonianza per spiegare che il loro amore era reo da consapevole appartenenza consanguinea, tanto che intervenne lo stesso Papa Nicolo IV che a fronte di possibili litigi tra queste due famiglie, firmò la conferma dell'avvenuto matrimonio. 

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