Venerdì, 25 Giugno 2021
Cultura

Musei Civici: “Una storia lunga 150 anni” e le performance di Ert nel lapidario

Da mercoledì 26 maggio, le immagini che rappresentano la nuova identità visiva dell’istituto. E alle 18, al Museo, la visita guidata “Una storia lunga 150 anni”

Stendardi sotto i portici di via Emila centro e affacciati in piazza Sant’Agostino, oltre a manifesti distribuiti in tutta la città: da mercoledì 26 maggio, il Museo civico di Modena presenta ai cittadini la nuova identità visiva con la quale celebra i 150 anni dalla sua fondazione.

Il progetto di identità visiva, curato da Chiara Neviani, gioca su un’ampia selezione di oggetti e dettagli curiosi per presentare le variegate raccolte del Museo (dall’archeologia a etnologia, arte e artigianato, ma anche scienze, tessuti, strumenti musicali) con sguardi inconsueti e accostamenti inusuali che creano connessioni e storie inaspettate facendo del museo un luogo sempre nuovo che si trasforma e trasforma, creando nuovi significati. E luce, colore e immaginazione hanno guidato anche la campagna fotografica, realizzata dal fotografo Paolo Terzi.

I medesimi criteri sono alla base anche dell’intervento di restyling degli itinerari espositivi al terzo piano del Palazzo dei musei, che mira a facilitare la fruizione delle sale e la comprensione delle raccolte di archeologia, etnologia e di arte e artigianato: facendo dialogare l’allestimento ottocentesco con elementi contemporanei, si rinnovano gli spazi di accoglienza e quelli destinati a illustrare la storia del museo, i percorsi interni e la segnaletica, i nomi delle sale e gli apparati didascalici col supporto di QRcode che approfondiscono la conoscenza di reperti e opere.

Il “nuovo” Museo, che in occasione dei 150 anni rafforza i suoi valori fondativi e rinnova la promessa di essere il museo dei cittadini e per la città, è il protagonista di “Una storia lunga 150 anni”, la visita guidata condotta dalla direttrice Francesca Piccinini, in programma mercoledì 26 maggio, alle 18, come primo appuntamento di una serie che avrà una prima replica il 2 giugno alle 11. L’ingresso alla visita è gratuito ma è necessario prenotarsi al numero 059 2033125 oppure scrivendo a palazzo.musei@comune.modena.it.

Sabato 29 maggio Arsenio Crespellani, direttore alla fine dell’Ottocento

Si intitola “Arsenio Crespellani, instancabile camminatore”, la performance di Ert in programma sabato 29 maggio, alle 18, al Lapidario romano del Museo civico di Modena: L’appuntamento, a ingresso gratuito su prenotazione, si svolge nell’ambito del cartellone di iniziative dedicate ai 150 anni dell’istituto culturale promosse dallo stesso Museo insieme a Ert Fondazione ed è il primo nuovamente in presenza, nel rispetto delle necessarie misure di sicurezza. Per informazioni e prenotazioni si può telefonare al numero 059 203 3125 o scrivere alla mail del Museo . Il programma è disponibile anche sul sito del Museo.

Crespellani e il suo tempo rivivono nel racconto a due voci fra Cristiana Zanasi, curatrice della sezione Archeologia del Museo, e Daniele Cavone Felicioni di Ert, che dà voce all’uomo e allo studioso.

Arsenio Crespellani, archeologo modenese di fama, è il secondo direttore del Museo civico di Modena e succede a Carlo Boni alla fine dell’Ottocento, proseguendo nell’impegno del direttore precedente e conferendo al Museo un’impronta che rappresenta pienamente il suo metodo di lavoro: l’attenzione per il territorio e la raccolta puntuale di notizie di carattere storico. Oltre alle ricerche archeologiche che gli consentono di donare al Museo un’imponente collezione di materiali, in qualità di membro della commissione conservatrice dei monumenti compie sopralluoghi nelle pievi romaniche del territorio e ne rileva i particolari con fotografie, disegni, calchi in gesso coinvolgendo fotografi affermati come Gaetano Sorgato e futuri artisti come Giuseppe Graziosi.

Nel delineare i tratti di questo intellettuale borghese, non manca un riferimento alle sue doti umane: un “gentiluomo” profondamente onesto, pacato nei modi e nello stesso tempo determinato e tenace, ma anche un uomo di spirito che ironizzava sul suo nome (“Arsenico della Doccia”) e un affabile organizzatore di ricevimenti nella sua villa di Savignano.

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