Lunedì, 20 Settembre 2021
Cultura

Il Museo Gemma di Unimore partecipa al Festival della Filosofia con la mostra “Confini”

Verrà presentata il 17 settembre 2021, nell’ambito del Festival della Filosofia, la mostra “Confini. Limiti mobili in una realtà che muta”, organizzata dal Museo Universitario Gemma. Tre giorni di visite guidate per scoprire quali potranno diventare i confini del nostro Paese in un futuro prossimo

I confini sono strumenti che da sempre l’uomo usa per delimitare e limitare ogni aspetto della realtà: politico, fisico, sociale e culturale.

La mostra “Confini. Limiti mobili in una realtà che muta”, curata dal Museo Gemma del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche e inserita nell’ambito degli eventi del Festival Filosofia 2021 dedicato al tema libertà, concentra la sua attenzione sui confini che demarcano i territori e che è consuetudine considerare erroneamente come linee fisse e stabili.

In realtà, questi confini, che l’uomo definisce sulla base di bisogni o necessità, sono mobili e instabili e risentono, oltre che dei rovesci della storia, anche degli effetti dei cambiamenti climatici e degli eventi naturali. Una fluidità che anche la pandemia da Coronavirus ha messo in evidenza andando a ridefinire i limiti della nostra libertà personale.

Proprio queste tematiche saranno al centro della presentazione della mostra, che si svolgerà il 17 settembre ’21, alle ore 17, nel corso della quale il Prof. Mario Soldati, Ordinario di Geografia Fisica e Geomorfologia presso il Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche di Unimore, dialogherà con Mauro Varotto e Francesco Ferrarese, due degli Autori del recentissimo libro “Viaggio nell’Italia dell’Antropocene. La geografia visionaria del nostro futuro”.

Durante la serata si mostrerà come nell’epoca recente, denominata per l’appunto “Antropocene”, che stiamo dominando come umanità, la crescita delle temperature medie e l’impoverimento degli ecosistemi siano causa di eventi estremi ed innalzamento del livello dei mari.

“Il percorso espositivo parla della mutevolezza dei confini riportando esempi concreti nel tempo dell’oggi, del domani e del Coronavirus – dichiara Milena Bertacchini, responsabile del Museo Gemma e curatrice della mostra insieme a Mauro Soldati - Come la fusione dei ghiacciai o l’innalzamento del livello del mare provocati dai cambiamenti climatici stanno avendo ed avranno ricadute sull’andamento dei confini di molti paesi, incluso quelli della penisola italiana; anche la pandemia di Covid-19 ci ha mostrato nuovi confini in una pluralità di forme e di scale, mettendo in evidenza come mobilità e capacità di azione siano diventati “sinonimo di libertà” (cit. Zigmunt Bauman)”.

La mostra, terminato il Festival della Filosofia, sarà visitabile fino al 30 settembre, dal martedì al venerdì ore 9.00-16.00.

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