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Arte a Castelnuovo, debutta la nuova stagione di CRAC

"Promised Land", "Ierofanie vegetali", "Nescio, Nolo", "Legit", "Naturali Vestigia": questi i nomi delle installazioni che si succederanno nel corso del 2021 di CRAC

Si torna a respirare arte a Castelnuovo: debutta la nuova stagione di CRAC. La pandemia infatti non interrompe la proposta artistica del Comune di Castelnuovo Rangone, curata da Alessandro Mescoli e Massimiliano Piccinini e giunta al quarto anno consecutivo. Dal 7 febbraio nella vetrina sotto le antiche mura si alterneranno artisti diversi per stile e tecnica, in un’edizione di grande spessore, interessante per qualità e trasversalità, che mantiene inalterata la sua capacità peculiare di abbattere la barriera tra arte e quotidiano e mettere a disposizione di tutti l’arte per 365 giorni l'anno.

“Gli stravolgimenti di un anno così fuori dall'ordinario – spiega Sofia Baldazzini, Assessora alla Cultura del Comune di Castelnuovo – non hanno risparmiato il mondo dell'arte, colpito quanto e forse più di altri settori della cultura dalle limitazioni imposte dalla pandemia. Confermando la stagione di CRAC abbiamo voluto ribadire lo straordinario valore che diamo all'arte e alla bellezza, certi che la nostra vetrina d'artista possa essere fonte di ossigeno buono. Teniamo gli occhi aperti all'arte, soprattutto in questo tempo di fatiche personali e comunitarie è importante coltivare interessi e cure, guardando all'arte e alla cultura come bellezza sempre viva e in movimento”.

Promised Land è il titolo della mostra di debutto, nella quale saranno presentate il “Mosè” del Guercino – gentilmente concessa dalla galleria Ossimoro – e l’opera digitale “Promised Land” di HACKATAO, realizzata per l’occasione. Curata da Eleonora Brizi e Alessandro Mescoli, la mostra affianca le due opere, alludendo a come passato e presente dell’arte possano convivere sulla stessa linea del tempo, mutando ed evolvendosi. Inaugurata alle 11.30 di domenica 7 febbraio (in diretta Facebook, sulla pagina del Comune di Castelnuovo Rangone), la mostra resterà esposta fino al 28 marzo.

Dall’11 aprile toccherà all’opera site-specific Ierofanie vegetali di Giulia Dall’Olio, pittrice e disegnatrice emergente, creatrice di mondi e volumi vegetanti, che nel suo lavoro ritrae la natura in tutta la sua forza, capace di manifestare le forme del sacro. La mostra, allestita fino al 30 maggio, è curata da Alessandro Mescoli e Maria Chiara Wang, che si occupa della curatela anche del terzo appuntamento della stagione, Nescio, Nolo, con scritture e installazioni di Alessandra Maio (dal 13 giugno al 31 luglio 2021). Il nome della mostra è preso dai sottotitoli delle due opere principali, “Cascata di parole” e “Preghiera”, nelle quali la scrittura ripetitiva e la stratificazione di pensieri e parole manifestano la mobilità d’animo dell’artista bolognese.

Georgia Matteini Palmerini e la sua mostra Legit, curata da Marta Tolomelli con testo di Matteo Zauli, si prenderanno la scena dal 7 agosto al 3 ottobre. Allieva di Alberto Garutti, tra i primi artisti italiani a dedicarsi all’arte pubblica, l’artista romagnola esporrà un’installazione in porcellana dedicata all’ambiente e al ricordo. L’autunno di CRAC sarà caratterizzato da un importante progetto intercomunale sul Romanticismo, con la mostra Naturali Vestigia di Jessica Ferro, curata da Giorgia Bergantin e inserita all’interno di “Ultraromanticismo. Il post umano tra inquietudine e abbandono”.

A chiudere la stagione 2021 di CRAC sarà la mostra “La pittura e l’attesa” di Lorenzo Bonechi, artista internazionale e protagonista – insieme a Omar Galliani, Ubaldo Bartolini e Carlo Maria Mariani – del “ritorno alla pittura”. L’impianto cromatico ricercato e le figure allungate protagoniste dei suoi quadri – come in “San Francesco e gli uccelli” del 1986 – saranno in mostra dal 4 dicembre al 23 gennaio 2022, accompagnando le celebrazioni del Giorno della Memoria 2022.
 

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