Cultura

Spondiloartriti, in una prospettiva di genere, l’AOU di Modena in diretta Facebook

Giornata Mondiale della Spondilite Anchilosante l'Aou di Modena in diretta Facebook per informare i cittadini

Lunedì 3 maggio dalle ore 17,00 alle 17,45 la dottoressa Gilda Sandridella Reumatologia, la dottoressa Angela Bertani della Gastroenterologia, la dottoressa Claudia Lasagnidella Dermatologia dell’Azienda Ospedaliero - Universitaria di Modena incontreranno la cittadinanza in diretta sulla pagina Facebook , intervistate dal giornalista Gabriele Sorrentino, dell’Ufficio Stampa dell’AOU di Modena, delle spondiloartriti assiali e periferiche, patologie croniche di origine autoimmune, che possono avere manifestazioni anche cutanee e gastroenterologicheL’incontro si inserisce tra le iniziative della Giornata Mondiale della Spondilite Anchilosante e avrà una particolare attenzione alle variazioni di genere di queste patologie, visto che gli ospedali dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, sono “A Misura di Donna”, e hanno ottenuto i Tre Bollini rosa di ONDA.

Dal 2018, al Policlinico, è attivo un Ambulatorio Multidisciplinare, che segue 130 pazienti da tutta la provincia, che vede la presenza contemporanea del reumatologo e del gastroenterologo, secondo una modalità che ha pochi eguali a livello nazionale.  

Le spondiloartriti sieronegative sono un gruppo di malattie articolari autoummuni che coinvolgono principalmente la colonna vertebrale (assiali), ma possono estendersi anche alle articolazioni periferiche degli arti superiori e inferiori e spesso si associano ad un coinvolgimento cutaneo, oculare, gastroenterico. Le più comuni sono Spondilite Anchilosante, l’Artrite psoriasica e le spondiloartriti enteropatiche, ovvero associate a malattie infiammatorie croniche gastro-intestinali (Malattia di Crohn, Rettocolite ulcerosa) che nelle manifestazioni più gravi possono necessitare anche l’intervento chirurgico. La diagnosi precoce risulta decisiva come l’approccio mutlidisciolinare.

Una prospettiva di Genere

I dati evidenziano una forte disparità di genere a sfavore delle donne in alcune malattie autoimmuni sistemiche come il lupus eritematoso sistemico (LES) e la sindrome di Sjogren (SS) dove il rapporto donne/uomini è di 9 a 1. Anche l’artrite reumatoide (AR) presenta una maggiore prevalenza nelle donne, che hanno una probabilità di sviluppare la malattia di 2-3 volte più elevata rispetto agli uomini. 

La spondilite anchilosante (SA), al contrario, è più frequente tra gli uomini. In questo caso, nelle donne di solito il dolore è più forte sul rachide e sulle ginocchia, negli uomini colpisce maggiormente le articolazioni periferiche. Le manifestazioni intestinali sono più diffuse nelle donne, mentre negli uomini è più comune l’uveite anteriore. Fondamentale, nel contenere la percezione del sintomo, è fare attività fisica. Si nota, infatti, che a parità di progressione radiografica, chi riesce a mantenere una vita più attiva, ha una qualità di vita maggiore. 

L’ambulatorio multidisciplinare

Come detto, le spondiloartriti possono essere associate (17-39% dei casi) a Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (Malattia di Crohn e Rettocolite Ulcerosa), caratterizzate da diarrea, spesso muco-ematica (prevalentemente nella rettocolite ulcerosa), addominalgia e, più raramente, segni di malnutrizione (prevalentemente nella malattia di Crohn). 

Da qui è nata l’esigenza sia dei medici che dei pazienti, una volta stabilito il doppio coinvolgimento, di costituire un ambulatorio condiviso dai due diverse specialità, Gastroenterologia e Reumatologia, dove possano accedere i pazienti per una valutazione clinica e terapeutica che tenga conto dell’attività sia della malattia intestinale che di quella articolare. Quando è necessario, è l’ambulatorio ad attivare percorsi dermatologici o oculistici. 

Come sottolineano il Direttore della Gastroenterologia prof.ssa Erica Villa e il Direttore della Reumatologia prof. Carlo Salvarani “la condivisione e la presenza di entrambe le figure specialistiche durante la visita del paziente permette di intraprendere rapidamente una terapia adeguata a entrambe le condizioni ottimizzando, quando necessario, le terapie con steroidi, immunodepressori tradizionali e con FARMACI BIOTECNOLOGICI. Un altro grande vantaggio riguarda la possibilità di ottimizzare le prescrizioni degli esami, sia bioumorali che strumentali.  Inoltre, ai pazienti che non rispondono alle terapie attualmente a disposizione, possono essere offerte delle nuove innovative alternative terapeutiche poiché entrambe le Strutture Complesse di Reumatologia e Gastroenterologia sono impegnate in diversi protocolli di studio su terapie innovative”. 

L’ambulatorio nasce dalla collaborazione ormai quasi decennale fra l’ambulatorio delle malattie infiammatorie croniche intestinali svolto dalla dr.ssa Angela Bertani e gli ambulatori reumatologici specifici svolti dalla dr.ssa Gilda Sandri e Amelia Spinella. 

L’accesso all’ambulatorio avviene mediante percorso CIP con doppia richiesta una per visita gastroenterologica ed una per visita reumatologica. Le prime viste possono essere richieste sia del medico di Medicina Generale, che dallo specialista, sia dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena sia dell’Azienda USL, le visite di controllo solitamente vengono programmate dagli specialisti dell’ambulatorio.

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