Domenica, 26 Settembre 2021
Cultura

Ert pronta per la nuova stagione teatrale con la direzione affidata a Valter Malosti

ERT / Teatro Nazionale inaugura la nuova stagione nei teatri delle città che abita, dopo la ricca programmazione estiva che ha animato gli spazi all’aperto, e dà vita a quattro cartelloni, con la volontà di tornare a far parte della quotidianità urbana durante l’intero anno, come luogo d’incontro.

«Un momento a lungo atteso» dichiara il presidente Giuliano Barbolini «oltre che dagli spettatori, dagli artisti e dai lavoratori di ERT, che, sostenuta dagli Enti pubblici, non ha mai interrotto la progettazione e la produzione interna, ed ha potuto preparare così il risultato di oggi. Con un’importante novità per il Teatro Nazionale dell’Emilia - Romagna: la direzione affidata a Valter Malosti, sul cui qualificato profilo e capacità il CdA e i Soci hanno riposto, in piena fiducia, la responsabilità di guidare il rilancio dell’attività e di interpretare questa terza fase della vita di ERT».

I mesi da settembre a maggio sono caratterizzati da riprogrammazioni di spettacoli che non hanno avuto la possibilità di incontrare il pubblico durante l’ultimo anno e mezzo – 16, di cui 12 produzioni – e da nuovi debutti: come Teatro Nazionale ERT conferma il suo impegno a sostegno degli artisti e la sua vocazione pubblica ad offrire nuove progettualità culturali ai territori di cui è espressione.

Come sottolinea il direttore Valter Malosti «Nelle città in cui dispiega la sua azione, ERT deve continuare a creare il terreno per favorire la fertilità artistica, la creatività, la ricerca e la produzione con l’ambizione di contribuire a fare dell’Emilia-Romagna il cuore della cultura contemporanea – una “Utopia contemporanea” – abitata da progetti trasversali.

Vorrei lavorare per intensificare i rapporti con le altre istituzioni partecipate e le istituzioni culturali delle città e della Regione perché il sistema pubblico nel suo insieme possa assumersi le responsabilità a cui è chiamato e compiere delle scelte mirate, guidate dalla qualità e dall’innovazione, per dare nuovo slancio alla crescita del tessuto creativo.

Nella mia visione un teatro pubblico deve assumersi un rischio artistico e culturale sempre più alto, dando la possibilità agli artisti, nuovi talenti o maestri riconosciuti che siano, di cui questa regione è intensamente popolata, di sperimentare e incontrare il pubblico».

111 diversi titoli, 40 produzioni, di cui 20 prime, e 71 ospitalità: maestri del teatro italiano e internazionale si alternano a giovani realtà emergenti, compagnie del territorio, affermate o nascenti, e progetti speciali ad hoc, costruiti con l’intento di coinvolgere altri luoghi delle città e intersecare diverse forme d’arte, dal teatro al cinema, dalla letteratura all’arte figurativa.

Il teatro internazionale

Si rianima lo scenario internazionale, e ERT si fa promotrice di un costante dialogo con il panorama teatrale europeo e degli altri continenti, un aspetto che ha sempre caratterizzato l’attività della Fondazione.

Tra i nomi più attesi nei teatri emiliano-romagnoli, che firmano altrettante produzioni: Christoph Marthaler, che arriva finalmente a Bologna per la prima nazionale di Das Weinen; sempre a Bologna Angèlica Liddell presenta il nuovo spettacolo Terebrante e Sergio Blanco firma il testo di Kassandra; tornano Matthew Lenton a Vignola e Cesena con Metamorfosi e Tiago Rodrigues, neodirettore del Festival d’Avignon, a Modena con Catarina e a beleza de matar fascistas (produzione ERT) e Antonio e Cleopatra. A Modena anche Pascal Rambert con Sorelle, la versione italiana di Soeurs.

Lola Arias debutta a Bologna portando a compimento un lungo lavoro di ricerca e collaborazioni tra le realtà del territorio e i cittadini bolognesi, conclusione del festival europeo Atlas of Transitions Biennale.

Intorno al suo spettacolo, Lingua Madre, che ERT produce, si traccia un percorso speciale, Matria - Immaginari della maternità contemporanea, una rassegna di film, incontri e spettacoli dedicati alla maternità e alle sue innumerevoli sfaccettature: 15 giorni di eventi che coinvolgono attrici, come Ermanna Montanari e Sonia Bergamasco, le scrittrici Maria Grazia Calandrone, Giulia Caminito (Premio Campiello 2021) e Gaia Manzini, toccando vari luoghi della città come la Cineteca, il Teatro San Leonardo e DOM La cupola del Pilastro e altre realtà culturali e forme d’arte come le illustrazioni cittadine del festival CHEAP.

L’attenzione di ERT si dirige non solo ai protagonisti della scena ma anche alla progettualità internazionale. PROSPERO – Extended Theatre è una rete tra dieci partner europei con l’obiettivo di sostenere la creazione attraverso co-produzioni e la circolazione delle opere artistiche, anche con programmi di ricerca e formazione. La stagione 2021-22 avvia una nuova fase per un teatro europeo più inclusivo, eterogeneo, attento alle diversità e connesso alle attuali questioni sociali.

Novità è il network europeo Between Lands, per la promozione della mobilità degli artisti, che si concentra sulla nuova drammaturgia, e darà vita allo spettacolo Running for democracy, in programma a Bologna. La regista Judith Pujol porta in scena i testi scritti da diversi drammaturghi provenienti dai paesi coinvolti, per l’Italia Pier Lorenzo Pisano.

L’appuntamento con VIE Festival è invece rimandato al 2022, ma quest’anno lascia in stagione a Modena, Bologna e Cesena delle “Tracce”, con due artisti interdisciplinari per la prima volta in Italia: ARTEMIS: Ouverture della peruviana Pauchi Sasaki e IMPERIO, una videoinstallazione performance dell’argentino Matìas Umpierrez. Entrambi sono stati selezionati da “The Rolex Mentor and Protégé Arts Initiative”, il progetto Rolex che scopre giovani talenti nel mondo e propone loro un periodo di collaborazione creativa con un maestro, una figura di spicco nella propria disciplina.

Il teatro italiano: maestri della regia contemporanea e grandi attori

Accanto a questi nomi, gli artisti italiani più affermati e apprezzati anche all’estero: una fitta relazione di coproduzione internazionale sostiene con ERT l’attesissima creazione di Pippo Delbono, Amore, che debutta a Modena; Romeo Castellucci/ Societas, tra i registi più significativi nella scena contemporanea internazionale, di cui ERT coproduce il nuovo lavoro Bros (a Bologna); Antonio Latella che, dopo La Valle dell’Eden, torna alla letteratura americana con Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee (a Bologna); Mario Martone con Il filo di mezzogiorno che vede in scena Donatella Finocchiaro (a Modena); l’inimitabile duo Flavia Mastrella e Antonio Rezza, con Bahamuth (a Bologna); Alessandro Gassmann con Fronte del porto e Davide Livermore con Grounded (a Cesena).

Centrale negli spettacoli proposti da ERT è l’arte dell’attore, una tradizione italiana che dà vita a un fitto calendario popolato da grandi interpreti.

Fabrizio Gifuni, che porta in scena un ritratto inedito del leader della DC Aldo Moro, ricordando il drammatico sequestro (a Modena, Bologna e Cesena); Carlo Cecchi, regista e interprete di Dolore sotto chiave / Sik Sik l’artefice magico di Eduardo De Filippo (a Modena); Silvio Orlando, ne La vita davanti a sé dal testo La vie devant soi di Romain Gary (a Bologna e Modena); Umberto Orsini e Franco Branciaroli in Pour un oui ou pour un non di Nathalie Sarraute diretti da Pier Luigi Pizzi (a Cesena, Modena e Bologna); Sandro Lombardi in Purgatorio firmato da Federico Tiezzi (a Modena); Elisabetta Pozzi ne Le Troiane di Euripide con la regia di Andrea Chiodi (a Modena e Vignola); Natalino Balasso in Ruzante (a Bologna); Enzo Vetrano e Stefano Randisi in A’ Cirimonia prodotta da ERT / Teatro Nazionale (a Bologna); Anna Della Rosa in Cleopatràs diretta da Malosti (a Bologna e Modena).

Non mancano alcuni dei nomi più noti del piccolo e grande schermo, come Elio, che vedremo ne Il Grigio di Giorgio Gaber e Sandro Luporini (a Vignola); Pif in Momenti di trascurabile (in)felicità di Francesco Piccolo (a Vignola); Arturo Brachetti in Solo. The legend of quick-change (a Cesena); Virginia Raffaele con l’ultimo spettacolo, Samusà (a Vignola); Vinicio Marchioni e Sonia Bergamasco in Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee.

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