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Cultura

Via Vandelli nel cuore | Il progetto e il percorso della “Strada Nuova”

Alla scoperta di una strada storica, che oggi è frequentata da migliaia di escursionisti ogni anno e che concorre per diventare un "Luogo del cuore" del Fondo per l'Ambiente Italiano

Quando Francesco III acquisì l’accesso al mar Tirreno per il Ducato di Modena e Reggio Emilia, immaginò un opera senza precedenti: una strada lastricata e carrozzabile lunga 150 chilometri che attraversasse Appennini e Apuane per raggiungere il porto di Carrara e far fiorire i commerci non solo nel Ducato ma anche con le potenze coloniali europee. Affidò il progetto a Domenico Vandelli, abate, cartografo, matematico, illuminista, che realizzò per il Duca la più moderna delle infrastrutture mai viste, un’autostrada settecentesca dotata di locande, stazioni di posta e cambio cavalli, e regalò a noi ancora oggi un’opera che ci meraviglia per la bellezza e la storia che racconta. Prima strada moderna in Europa, la Via Vandelli è oggi un cammino percorso da migliaia di escursionisti da tutta Italia, unico per bellezza e suggestioni.

Di fronte alla sfida di collegare la pianura con il mare, Domenico Vandelli si inventa le isoipse, le curve di livello, per capire come affrontare la lunga traversata fino a San Pellegrino in Alpe e soprattutto trovare una soluzione per i ripidissimi pendii Apuani.

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Inizialmente, nel 1738, il Vandelli pensa di riadattare la romana Via Bibulca lungo la direttrice della valle del Secchia. Nel 1739 ha già però adottato un progetto diverso che sarà quello definitivo: uscire da Modena seguendo la valle del torrente Tiepido per Montale fino a Torre Maina. Qui la “Strada Nuova per la Garfagnana” inizia la sua avventura tra colline, vallate, passi montani e vette. I viaggiatori iniziano a salire tra i calanchi fino a San Dalmazio e Pavullo. Dopo aver aggirato Montecuccolo, si viaggia con dolci pendii fino a Lama Mocogno e La Santona, lungo un percorso adottato successivamente anche da Pietro Giardini per la “sua” di strade. Ma a quel punto la Vandelli saliva in quota, per raggiungere il crinale e San Pellegrino rimanendo sempre ben oltre i 1000m. Dopo una ripida discesa fino a Castelnuovo di Garfagnana, si prosegue fino al lago di Vagli (che nasconde un paese sommerso) e tra le cave di marmo, sfidando le Alpi Apuane e dal passo della Tambura finalmete si vede il mare. Con spettacolari tornanti (infestati però dai briganti) la strada arriva infine fino a Massa e al mare.

Da non dimenticare il raccordo che lo stesso Vandelli costruì per i duchi nel 1751 tra il palazzo ducale di Sassuolo e la “sua” strada del 1739, che si raccordano poco dopo Serramazzoni.

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Nelle prossime uscite racconteremo i dettagli e le curiosità di tutto il percorso. Intanto, per rimanere aggiornati: www.viavandelli.com e il gruppo Facebook “i viandanti della Via Vandelli”

In occasione dell'avvio dell’undicesimo censimento “I luoghi del cuore”, campagna nazionale per i luoghi italiani da non dimenticare, promossa dal Fai in collaborazione con Intesa Sanpaolo, la delegazione Fai di Modena sostiene la candidatura della via Vandelli, promossa dal comitato “amici della via Vandelli”. Dopo il censimento il Fai sostiene una selezione di progetti promossi dai territori a favore dei luoghi che hanno raggiunto una soglia minima di 2.500 voti e per sostenere online la candidatura della Via Vandelli come luogo del Cuore, è sufficiente andare sul sito www.iluoghidelcuore.it, digitare “Via Vandelli” e votare.

Via Vandelli: Fai di Modena sostiene la candidatura a "luogo del cuore"

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