Vie Festival, la 15esima edizione della rassegna fra teatro, danza e musica

VIE, il festival di teatro, danza, musica e performance organizzato da Emilia Romagna Teatro Fondazione, quest’anno giunge alla XV edizione, confermandosi come osservatorio italiano di riferimento sui fermenti della scena contemporanea internazionale.

Chiamando a raccolta artisti da dieci diversi paesi, che raccontano a largo spettro la realtà sociale e politica del nostro tempo, VIE Festival interpreta la profonda vocazione di ERT come teatro pubblico che guarda al presente, sia attraverso le creazioni di maestri riconosciuti sia accogliendo le visioni di talenti emergenti, spesso mai approdati in Italia.

Da venerdì 21 febbraio fino a domenica 1 marzo nelle città di Modena, Bologna, Cesena, Carpi e, novità di quest’anno, anche Spilamberto, vanno in scena quattordici spettacoli, fra cui sette produzioni ERT, tre prime assolute e sei prime nazionali.  In quest’area costantemente monitorata e arricchita, VIE si pone il proposito di intercettare e mappare il delinearsi di sempre nuove identità e soggettività nell’ambito dello spettacolo dal vivo, di cammino in cammino, anzi di via in via, sullo sfondo di una stagione ERT chiamata a interrogarsi sulle controverse eredità del Novecento e sull’ambigua genesi del concetto di nuovo.

Quest’anno il Festival si inserisce in una stagione dal titolo “Bye Bye ‘900?”, incentrata sul rapporto con il XX secolo e la sua eredità, tra ideologie, miti e utopie: questa edizione concentra perciò l’analisi sulla relazione con l’Europa e sul rapporto tra questo grande organismo con i valori della democrazia.

Durante la serata dal titolo Sweet Home Utopia. Dialogo tra Europa e democrazia, venerdì 21 febbraio al Teatro Storchi di Modena, il pensiero di Savater e Sassoon si intreccia con le letture curate e realizzate da Lino Guanciale.

Il programma prosegue il 22 e il 23 febbraio con Pascal Rambert, autore, regista e coreografo insignito nel 2016 del Premio Teatro dell’Académie Française, che presenta in prima nazionale al Teatro Arena del Sole di Bologna Architecture. Lo spettacolo è la storia di una famiglia ambientata negli anni oscuri a cavallo delle due guerre mondiali.

Dal 28 febbraio all’1 marzo nel padiglione 36 di Bologna Fiera, arriva per la prima volta in Italia FC Bergman con Het Land Nod. Uno spettacolo senza testo dal forte impatto visivo che racconta una storia avvincente proprio su questo luogo, sulle sue opere e soprattutto sulle persone che cercano conforto e rifugio nel museo.

Ex direttore artistico del Volksbühne di Berlino, Frank Castorf, una delle figure più emblematiche del teatro tedesco, torna alla regia con Bajazet, in prima nazionale l’1 marzo al Teatro Storchi di Modena. Con un gruppo di attori francesi, fra cui Jeanne Balibar, Castorf mette in scena per la prima volta e in lingua francese un’opera di Jean Racine, autore con cui in pochi, tra gli artisti non francofoni, si sono misurati prima d’ora. In Racine, il regista tedesco riconosce le fondamenta del suo teatro e lo pone in dialogo con il drammaturgo e poeta Antonin Artaud, avvicinando così sapientemente due dei maggiori autori francesi.

Dalla Germania anche la regista Angela Richter, che presenta in prima nazionale il 26 e il 27 febbraio al Teatro Storchi di Modena Antigone del filosofo sloveno Slavoj Žižek. Una rielaborazione in chiave contemporanea della tragedia classica di Sofocle, in cui emerge un'analisi approfondita del sistema Europa oggi: la crisi dell'euro, dei rifugiati, la Brexit, l'austerità, l'inasprimento dei controlli alle frontiere, le pericolose infiltrazioni e il dilagare delle fake news.

Prendendo parte a un progetto di collaborazione europea, ERT co-produce la nuova creazione di Massimo Furlan e Claire de Ripaupierre, Concorso europeo della canzone filosofica, in prima nazionale al Teatro Bonci di Cesena il 22 e il 23 febbraio. Una versione semiseria del noto format televisivo canoro Eurovision, che solleva una riflessione in chiave pop su una delle questioni più cruciali del nostro oggi: il tema dell’identità dei diversi paesi rappresentati nella Comunità Europea.

Il 22 e il 23 febbraio presso Il Faro a Spilamberto va in scena L’interessante vita di qualcuno. Sotto la guida del drammaturgo e regista uruguaiano Gabriel Calderón (già ospite della scorsa edizione del Festival con EX- que revienten los actores), gli allievi del corso “Perfezionamento: Dramaturg Internazionale” (approvato dalla Regione Emilia-Romagna e cofinanziato dal FSE) della Scuola Iolanda Gazzerro di ERT realizzano una lettura scenica fondata sulla drammaturgia composta collettivamente, che parte dalla memoria biografica di ogni interprete.

Dall’America Latina anche il regista e drammaturgo cileno Guillermo Calderón che, dopo il suo primo lavoro Neva, torna ora a VIE in un momento cruciale della vita sociale e politica del suo paese, caratterizzato da rivolte dovute alle disuguaglianze sociali e alla corruzione. Nel suo ultimo lavoro, Dragón, in scena in prima nazionale il 27 febbraio al Teatro Comunale di Carpi, viene messa in discussione con umorismo e profondità la posizione dell’arte nelle battaglie politiche. Il risultato è uno spettacolo singolare che spinge a riflettere sulla fiducia nell’altro, un vero e proprio esempio di teatro politico.

Continua la collaborazione tra ERT e Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, che per il nuovo spettacolo si affidano a un testo non scritto da loro ma scelgono l’autore francese Édouard Louis, diventato un vero e proprio caso letterario internazionale a soli ventun’anni con il romanzo autobiografico Farla finita con Eddy Bellegueule. Deflorian/Tagliarini, che con Louis condividono affinità ed elementi di ricerca, come la componente fortemente biografica dei loro lavori, traducono per la scena Chi ha ucciso mio padre, edito in Italia da Bompiani: lo spettacolo sarà presentato in prima assoluta il 22 e il 23 febbraio al Teatro delle Passioni di Modena. 

Il 22 febbraio alle ore 22.45, al termine della rappresentazione, lo scrittore Édouard Louis incontra il pubblico.

Debutto assoluto per la produzione di ERT Fondazione Get your shit together di Luca Carboni e Gabriel Da Costa in scena dal 25 al 27 febbraio al Teatro delle Passioni di Modena. Dal 2013 i due artisti collaborano alla creazione di lavori che uniscono performance, teatro, art-video e nuove tecnologie. A partire dalla storia reale di un uomo che una notte d’estate ha trascorso sei ore davanti a un erogatore di benzina senza fare nulla, Carboni e Da Costa indagano le cause di questa sua immobilità: una crisi di panico, un burn-out, un momento di riflessione o un atto di ribellione?

Dopo 1984, Matthew Lenton torna a collaborare con Emilia Romagna Teatro Fondazione con The Metamorphosis. Lo spettacolo del pluripremiato regista scozzese, presentato in prima assoluta al Teatro Bonci di Cesena il 28 e 29 febbraio, è un adattamento del racconto di Franz Kafka, La metamorfosi.

Torna a VIE Festival Virgilio Sieni, questa volta insieme a Mimmo Cuticchio, Premio Ubu 2019 alla carriera: il loro Nudità va in scena il 29 febbraio al Teatro Arena del Sole di Bologna.

Marco D’Agostin, che il pubblico di VIE ricorderà nella scorsa edizione con First love, presenta in anteprima il 29 febbraio e l’1 marzo al Teatro delle Passioni di Modena il suo nuovo lavoro, BEST REGARDS.

Non manca la musica con due appuntamenti di matrice diversa: il 27 febbraio al MAST.Auditorium di Bologna Miri, il concerto di Bassekou Kouyaté & Ngoni Ba. Bassekou Kouyaté, che vanta nella sua carriera artistica collaborazioni con Damon Albarn (Blur), John Paul Jones (Led Zeppelin), Bono e Paul McCartney, è uno fra i più grandi maestri dello ngoni, un antico liuto a corde tradizionale dell’Africa Occidentale fatto di zucca e pelle di capra.

Storm Atlas, al Teatro Comandini di Cesena il 28 febbraio, è il live concert di Dewey Dell, compagnia italiana di danza e teatro di ricerca, divisa tra Cesena, Berlino e Vilnius e composta da Teodora, Demetrio, Agata Castellucci ed Eugenio Resta. Dal 2013 Dewey Dell è anche un progetto musicale volto alla creazione di concerti in cui la musica viene suonata attraverso una coreografia.

In dialogo con il programma di VIE Festival 2020, dal 27 febbraio all’1 marzo a Bologna si terrà il III Convegno EASTAP (European Association for the Study of Theatre and Performance) a cura di Claudio Longhi e Daniele Vianello. Quattro giorni di riflessioni, approfondimenti e confronto con il pensiero degli artisti sul tema della composizione in ambito teatrale (per spazi canonici e non) fra pratica e teoria, passato e presente, che coinvolgeranno studiosi, ricercatori e professionisti del mondo dello spettacolo dal vivo.

Un altro appuntamento che prende vita in occasione di VIE è Daily Kepler. Cronaca fantastica di una realtà incomprensibile, previsto nell’ambito del progetto Così sarà! La città che vogliamo, promosso dal Comune di Bologna, realizzato da Emilia Romagna Teatro Fondazione, finanziato dall’Unione Europea – Fondo Sociale Europeo nell’ambito del Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane 2014-2020. Durante alcune giornate del Festival, a partire dalle notizie lette ogni mattina sui giornali, la compagnia Kepler-452 costruisce giorno per giorno una performance radiofonica in diretta sulle frequenze di Radio Città del Capo, in cui dati reali e supposizioni immaginarie diventano la base per una riscrittura teatrale della cronaca locale.

Informazioni e biglietteria

Tutte le biglietterie apriranno un’ora prima dell’inizio degli spettacoli. È disponibile un servizio gratuito di navetta per i collegamenti con le diverse città.

La prenotazione è obbligatoria al momento dell’acquisto del biglietto. Gli orari sono consultabili al sito del Festival 

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