Missione Grecia, la Fondazione Fotografia torna tra i migranti 

Una troupe di ripresa pronta a ripartire per le isole di Lesbos, Kos, Samos e Chios. L'obiettivo: portare una testimonianza di solidarietà e aggiornare il lavoro svolto finora

Francesco Radino, dalla serie No news, bad news. Grecia, 2016

A pochi mesi dalla missione fotografica in Grecia promossa in primavera da Fondazione Fotografia e a pochi giorni dall'inaugurazione della mostra che ne è scaturita, Lying in between. Hellas 2016, in corso al Foro Boario di Modena, alcuni protagonisti dell'iniziativa stanno per tornare negli stessi luoghi e proseguire così nella documentazione dell'emergenza umanitaria che affligge le isole. 

Dal 6 al 14 ottobre una troupe di ripresa, composta da Filippo Maggia, direttore di Fondazione Fotografia, e Daniele Ferrero, già autori dell'installazione video che compare all'interno della mostra Lying in Between, sarà al lavoro sulle isole di Lesbos, Chios, Samos e Kos. L'obiettivo è duplice: da un lato, si intende portare una testimonianza di solidarietà e impegno agli interlocutori che hanno già collaborato alla missione nel maggio-giugno scorso - profughi, volontari, esponenti di organizzazioni non governative, partner istituzionali, etc. - e che, di fatto, l'hanno resa possibile; dall'altro, si vuole aggiornare la documentazione raccolta finora con ulteriori riprese video e immagini, in grado di testimoniare come si è evoluta la situazione negli ultimi mesi. I dati diffusi dall'UNHCR evidenziano un drastico incremento degli sbarchi dai primi di maggio ad oggi: a Lesbos si è passati da 4.300 a quasi 6 mila profughi, a Samos il numero è quasi raddoppiato - da 905 a 1624 - , così come a Chios - da 2.093 a quasi 4 mila - ; ma il dato più allarmante è quello relativo a Kos, dove si è passati da appena 161 profughi a oltre 1800 nel giro di pochi mesi. La tensione all'interno dei campi è altissima: fonti di informazione riportano che nel mese di settembre un gruppo di immigrati avrebbe provocato un violento incendio nel campo di Moira, a Lesbos, appiccando le fiamme in segno di protesta. A Moira, infatti, sono ospitati 5.400 migranti a fronte di una capacità di 3.500 persone.

"Da informazioni recentissime pare che la situazione sulle isole greche sia assai peggiorata rispetto a quando siamo partiti la prima volta, nel maggio scorso: il governo greco ha annunciato espulsioni di massa e nel frattempo crescono i disordini all'interno dei campi, sempre più affollati - commenta Filippo Maggia, direttore di Fondazione Fotografia -; riteniamo quindi che sia doveroso tornare, testimoniare ancora una volta il nostro impegno e aggiornare la missione".     
I nuovi materiali raccolti confluiranno in un documentario video, che entrerà a far parte dell'allestimento della mostra Lying in Between, aperta al pubblico fino all'8 gennaio. Per tutta la durata di questa seconda parte della missione, inoltre, così come avvenuto tra maggio e giugno, saranno diffuse notizie e immagini della situazione sulle isole in tempo reale, condivise attraverso i canali social di Fondazione Fotografia.

"Uno dei cardini della missione - spiega Maggia, ideatore del progetto - è stata la necessità di non limitarsi alle finalità artistiche, ma di portare avanti anche un’opera di sensibilizzazione del pubblico rispetto al tema dell’immigrazione. Da qui in poi abbiamo cercato di imprimere un carattere marcatamente sociale alla missione e alla mostra, che è ad ingresso gratuito, così come tutti gli eventi collaterali. Abbiamo inoltre abbinato alla mostra un’occasione benefica: tutti i fotografi hanno selezionato alcune delle fotografie realizzate in quest’occasione per edizioni speciali a tiratura limitata, i cui proventi andranno ad un gruppo di volontari indipendenti che loro stessi hanno incontrato durante la missione, i Samos Volunteers".

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Ruotano attorno alla mostra Lying in Between e al tema dell’immigrazione una serie di incontri con giornalisti, scrittori ed esponenti del mondo del volontariato, anch'essi gratuiti: interverranno Nico Piro, inviato speciale del Tg3 (sabato 8 ottobre, ore 17), che, oltre a portare la sua esperienza professionale a contatto con i migranti, parlerà diffusamente di uno dei paesi dai quali proviene buona parte di loro, l’Afghanistan: Piro è infatti autore del volume “Afghanistan missione incompiuta” (Lantana Editore). Il giornalista di Repubblica Michele Smargiassi dedicherà invece il suo intervento al ruolo delle immagini nella cronaca relativa ai migranti e in particolare alle fotografie dei bambini, da Kim Phuc, la bimba del napalm, al piccolo Alan Kurdi (sabato 19 novembre, ore 17). Il giornalista e scrittore Gad Lerner, ospite del Foro Boario in occasione del finissage (sabato 7 gennaio 2017, ore 18), concluderà il ciclo di incontri con una riflessione personale sul tema delle migrazioni. È dedicato invece ad Emergency e all’esperienza dei volontari nei paesi d’origine dei migranti l’incontro di sabato 12 novembre (ore 17), con rappresentanti nazionali e locali dell’ong. 

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