Modena, al Parco Ducale per la Giornata mondiale del rifugiato

Una serata con i poeti di “100 thousand poets for change” e “Il viaggio di Koband”, storia di un giovane curdo iracheno in fuga dalla sua terra. È il programma di “Modena Terra d'Asilo”, appuntamento che si terrà giovedì 19 giugno, a partire dalle 21, al Parco Ducale di Modena.

L’iniziativa è aperta a tutta la cittadinanza e organizzata dal Centro Stranieri dell’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Modena in occasione della terza edizione modenese della Giornata mondiale del rifugiato, promossa dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr). Istituita nel 2000, la Giornata mondiale del Rifugiato nasce per ricordare la condizione di milioni di persone in tutti i continenti costrette a fuggire dai loro Paesi e dalle loro case a causa di persecuzioni, torture, violazioni di diritti umani e conflitti.

L'ACCOGLIENZA A MODENA - A Modena il progetto territoriale di accoglienza per coloro che arrivano sul territorio italiano in cerca di protezione internazionale, è attivo dal 2001 nell’ambito del Sistema nazionale di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). Il Comune mette a disposizione 50 posti di accoglienza destinati a richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale e nel corso del 2013 ha realizzato 97 accoglienze, prevalentemente rivolte a persone afgane, pakistane e siriane. Attraverso una rete di servizi di orientamento e informazione, con il contributo del terzo settore, accompagna la persona verso la riconquista di un’autonomia perduta, con l’obiettivo di aumentare le opportunità di integrazione.

IL PROGRAMMA - L’appuntamento di giovedì, vedrà susseguirsi Marina Mazzolani, Nadia Cavalera, Simonetta Met Sambiase e Giovanna Gentilini, accompagnati dal clarinetto di Claudio Ubertosi, nella lettura di poesie tratte dall’antologia “Sotto il cielo di Lampedusa. Annegati da respingimento”, delle Edizioni Rayuela (Milano 2014). Nata in risposta al naufragio di Lampedusa dell'ottobre 2013, l’antologia raccoglie i testi di 85 poeti italiani e stranieri che hanno sentito l’urgenza di testimoniare il dolore e l’indignazione per quella tragedia, nella convinzione che l’arte e la poesia possano contribuire a produrre un cambiamento che trasformi le frontiere da luoghi di separazione e di violenza in luoghi di accoglienza e solidarietà.

IRAQ-ITALIA: UN VIAGGIO TRA MEMORIA E OBLIO - Alle 22 seguirà la narrazione teatrale “Il viaggio di Koband” di Elena Bellei, con Francesco Rossetti e Koband Sardar Abdullah, e la regia di Stefano Vercelli. Il testo nasce dall’intervista a un giovane uomo curdo iracheno e racconta di un viaggio intrapreso in auto da due amici che, per uno spazio limitato di tempo, condividono la fuga e la speranza. La storia poi accompagna il cammino di Koband, rimasto solo, attraverso la Siria, la Turchia, le coste della Grecia fino al passaggio in mare verso l’Italia, nascosto nel rimorchio di un camion. Un viaggio tra memoria e oblio che porta alla luce, prima della linea chiara di un possibile approdo, gli eventi di guerra e di paura legati al passato e all’origine. Il viaggio di Koband scaturisce da fatti realmente accaduti per poi allontanarsi in uno spazio di fantasia, seppur suggerito dalla storia, che prende a simbolo il grembo materno e la sua violazione, come metafora dell’accoglienza. Prende vita da una riflessione attorno al tema del rifugio/riparo, perseguito con disperata determinazione a protezione della propria vita e della propria identità (per informazioni è possibile contattare il Centro stranieri al numero 059 2033414 – 3411).

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