"La farsa del maestro Pathelin" in scena al Teatro dei Segni

Il Teatro dei Segni ospita la Modensta Compagnia dell'Arte per la messa in scena de "La farsa del maestro Pathelin", per la regia di Maurizio Tonelli, con Massimiliano Messere, Patrizia Angelone, Simone Tesini, Rachele Carbone, Nicola Olla.

La Farsa di Mastro Pathelin (Farce de Maitre Pathelin), è stata la prima volta rappresentata probabilmente nel 1464. Autore francese ignoto. La Farsa di Mastro Pathelin è considerata un capolavoro del teatro comico medievale. Secondo gli studiosi, segue la tradizione del teatro profano che, fin dal XV secolo, era stato rilanciato dalle compagnie del tipo della confraternita della Basoche.

Non esistendo una traduzione Italiana del testo la compagnia dopo averne trovato il testo originale ha provveduto alla traduzione dello stesso con l’aiuto di Caterina Zarelli. Lo spettacolo è arrichito da un menestrello (Nicola Olla) che come nella tradizione medievale andava in giro a decantare le vicende narrate. Lo spettacolo viene messo in scena come se un gruppo di artisti girovaghi incontri per caso una platea di spettatori e decide di esibirsi con La farsa di Phatelin, I costumi quindi vengono appena accennati con oggetti che caratterizzano il personaggio sopra una base neutrale identica a tutti gli attori.

Pathelin (Massimiliano Messere) è un avvocato senza clienti, e imbroglia l'ottuso mercante di panni Guillaume (Simone Tesini): il mercante va in casa dell'avvocato per riscuotere il prezzo di una pezza di stoffa, ma Pathelin si fa trovare a letto delirante. La moglie di Pathelin (Patrizia Angelone) convince il mercante che c'è stato un errore di persona. Il mercante è stato vittima, oltrettutto, di un furto di pecore da parte di una pastorella Aignelette (Rachele Carbone) (nella versione originale è un pastore di Aignele): Guillaume lo cita davanti al giudice, ma la pastorella è difesa da Pathelin. L'avvocato consiglia alla pastorella di rispondere alle domande del giudice (Nicola Olla) con dei belati. Al processo è la confusione: i belati di Agnelet, il mercante che riconosce Pathelin come il cliente che lo aveva imbrogliato. Il mercante chiede la restituzione di stoffa e montone, ma la confusione è tale che il giudice manda tutti a casa.
L'avvocato chiede a Aignelette la sua parcella, ma Aignelette gli risponde belando. L'imbroglione risulta così alla fine imbrogliato. La farsa è vivace. Rispetto ai modelli precedenti, presenta un intreccio più solido e dei personaggi meglio definiti. Pathelin viene considerato il primo "borghese" del teatro francese. La farsa è alla base della tradizione che porterà al teatro comico di Molière.

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