"Io partigliana", Lidia Menapace chiude il ciclo del 25 Aprile

Lidia Menapace presenta il suo libro “Io partigiana. La mia resistenza” (Manni editore) venerdì 8 maggio alle 17.30 al Centro documentazione donna di via Canaletto sud 88. L’iniziativa sarà introdotta dalla presidente del Cdd Vittorina Maestroni con intervento di Gianpietro Cavazza, vicesindaco di Modena e assessore alla Cultura, mentre a dialogare con la giornalista, scrittrice e politica sarà Caterina Liotti. L’appuntamento chiude il programma di iniziative per il settantesimo della Liberazione, organizzate dal Comitato per la memoria e le celebrazioni del Comune, a cui hanno collaborato, tra gli altri, anche Anpi, Anmig, Arci, Istituto Storico, con sostegno della Fondazione Cassa di risparmio di Modena.

Nel libro, corredato da schede di approfondimento utili a guidare nella lettura anche un pubblico di giovani, Lidia Menapace racconta la sua esperienza nella Resistenza attraverso grandi eventi storici ed episodi di eroismo personale e collettivo. La tessera del pane e i bombardamenti, la solidarietà tra famiglie e le fughe in bicicletta, la distribuzione dei giornali clandestini e la paura dei posti di blocco dei nazifascisti, la consegna dei messaggi in codice imparati a memoria, l’aiuto prestato a un giovane ebreo nella fuga in Svizzera, i libri sui sindacati letti di nascosto, lo studio al lume di candela durante il coprifuoco. Una fondamentale testimonianza, storica e coinvolgente – spiegano le organizzatrici del Centro documentazione donna – raccontata da una protagonista a livello nazionale, che nell’incontro di venerdì offrirà l'opportunità di riflettere sul ruolo delle donne nella Resistenza, sui cui la storiografia forse non ha ancora sufficientemente indagato.

Lidia Menapace nasce a Novara nel 1924 e giovanissima prende parte alla Resistenza partigiana come staffetta. A soli 21 anni consegue la laurea col massimo dei voti in Letteratura italiana all’Università Cattolica di Milano e si impegna nei movimenti cattolici, in particolare nella Fuci (Federazione universitaria cattolica italiana), e successivamente nella Democrazia Cristiana. Nel 1964, dopo il matrimonio con il medico trentino Nene Menapace, si trasferisce a Bolzano dove è la prima donna eletta nel Consiglio provinciale e, nella stessa legislatura, è anche la prima a entrare nella Giunta provinciale come Assessora alla Sanità. Insegna all’Università Cattolica. Nel 1969 partecipa alla fondazione del quotidiano “Il manifesto” sul quale scriverà regolarmente fino alla metà degli anni Ottanta. Nel 2006 è eletta al Senato nelle liste di Rifondazione Comunista. Nel 2011 entra a far parte del Comitato nazionale Anpi.

Per informazioni sull’incontro si può telefonare al Centro documentazione donna, allo 059 451036, o scrivere via email (biblioteca@cddonna.it).

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