Sala Truffaut, riprendono le proiezioni tra prime visioni e grandi classici

Importante prima visione in sala Truffaut martedì 22 e mercoledì 23 settembre alle ore 21. Verrà infatti presentato in prima visione Spaccapietre (2020, 104'), il nuovo film de registi di Sette opere di misericordia Gianluca e Massimiliano De Serio presentato in Concorso alle Giornate degli Autori di Venezia 2020.

Il film è un'epopea tragica in minore che mette al centro la figura di un padre e di un figlio che perdono la donna per loro più cara e precipitano nell'inferno dei braccianti a giornata vessati da caporali e padroni deformati dall'avidità.  Dopo un grave incidente sul lavoro Giuseppe è disoccupato. Suo figlio Antò sogna di fare l'archeologo e pensa che l'occhio vitreo del padre sia il segno di un superpotere. Sono rimasti soli da quando Angela, madre e moglie adorata, è morta per un malore mentre era al lavoro nei campi. Senza più una casa, costretto a chiedere lavoro e asilo in un tendopoli insieme ad altri braccianti stagionali, Giuseppe ha ancora la forza di stringere a sé Antò, la sera, e raccontargli una storia. Gli ha promesso che un giorno riavrà sua madre e rispetterà quella promessa a qualunque prezzo.

Un'opera seconda che come già il precedente film mostra la libertà coraggiosa di due giovani autori rigorosamente in cerca della loro cifra attraverso una scrittura visiva nutrita di riferimenti colti, di una coscienza politica autentica, di un istinto cinematografico umanistico e umanitario. Una conferma dell'originalità e dell'autonomia di due registi che pensano e vivono organicamente il loro ruolo dentro e non fuori dal mondo, che fanno cinema non per costruirsi un'astrusa “wunderkammer” nella quale rintanarsi, ma come rischiosa esplorazione di sé attraverso il mondo.

I gemelli Gianluca e Massimiliano De Serio, nati a Torino nel 1978 ma di origine pugliese, hanno alle spalle una intensa attività  di documentaristi (Stanze, 2010, I ricordi del fiume, 2016). Il loro primo film di finzione è Sette opere di misericordia (2011), storia di una clandestina romena e del suo rapporto anche criminale con una anziano malato che cerca di depredare.

Giovedì 24 settembre inoltre, alle ore 21.15 verrà proiettato in sala Truffaut il capolavoro di David Lynch The Elephant Man (Gb 1980, 125') nella sua versione recentemente restaurata.

1884: John Merrick, colpito da una forma ripugnante di neurofibromatosi che gli deforma le ossa del cranio, è usato come attrazione da fiera. Viene salvato da un medico, Treves, e l'uomo-elefante diventa così un protagonista della Londra vittoriana, anche se a causa del suo aspetto mostruoso continuerà a essere vittima di violenze e umiliazioni.

Opera seconda di Lynch, fotografata in un raffinatissimo bianco e nero, il film ribalta completamente le regole del genere: l'incontro con il “mostro” non scatena il nostro terrore ma il suo, perché racconta la paura che Merrick ha di far paura. Il film diventa così una delle più commoventi riflessioni sullo sguardo e sulle responsabilità dell'istinto voyeuristico, perché la vita di Merrick è narrata come un continuo confronto con gli sguardi degli altri. Candidato a ben otto Oscar non ne vinse, scandalosamente, nemmeno uno.
 

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