Rocca di Vignola, il passato si proietta sul presente con "Sogno o son deste"

Prosegue fino a domenica 23 settembre, dalle ore 21.00 a Vignola la proiezione luminosa digitale realizzata fedelmente con tecniche di ricostruzione virtuale d’avanguardia. Ultimi giorni quindi per ammirare, nell’antico borgo del dominio estense di Vignola - grazie al progetto di cultura figurativa “Sogno o son deste” - come appariva la Rocca un tempo, con i suoi decori e pitture. 

Si tratta di un’iniziativa, realizzata in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Carife (Cassa di Risparmio di Ferrara), Fondazione di Vignola e BPER Banca, che mette in luce - letteralmente - le residenze e le architetture della casata d’Este, antica signoria italiana di Ferrara che ha dominato dal 1208 fino al 1859 i territori che si estendono tra Ferrara, Modena e Reggio Emilia.

Dal 19 ottobre il progetto proseguirà a Casa Romei a Ferrara, ma seguiranno molte altre importanti residenze e architetture “messe in luce”. Per ciascun apparato decorativo sono in corso da anni rilievi con l’ausilio della tecnologia laser scanner, grazie alla preziosa collaborazione con l’Università di Ferrara, per ottenere una griglia tridimensionale con margine di errore inferiore a un centimetro, generata da una nuvola accuratissima di punti, e utilizzabile come modello 3D degli edifici. A questa scansione tridimensionale sono state poi abbinate specifiche fotografie aeree di dettaglio, ottenute con la tecnica gigapixel, e architettoniche, realizzate con droni, essenziali per avere un prospetto esatto degli edifici e per studiare le tracce ancora esistenti delle decorazioni. Gli scatti realizzati, elaborati con specifici e sofisticatissimi software, hanno generato fotografie geometricamente corrette, in cui sono state eliminate le piccole imperfezioni dovute ad esempio alla posizione dei punti di ripresa o ai dislivelli delle aree rilevate o, ancora, dall’inclinazione delle macchine fotografiche.

Tutto questo in modo che le foto possano essere considerate una reale “mappa” da seguire. Dopo tutte queste indispensabili premesse tecniche, al lavoro di rilievo è stato affiancato quello di un’equipe di esperti in tecniche di restauro, che ha individuato con estrema precisione le tracce delle decorazioni, i relativi disegni e colori, nelle tonalità perfettamente identiche a quelle originali. Infine sono state ricostruite digitalmente le parti mancanti andando a produrre i file definitivi per le proiezioni che, su ciascun edificio, vengono trasposte su vetri ottici, detti “gobos”, tramite serigrafie. 

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