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Danza, l'étoile Svetlana Zakharova incanta il Teatro Comunale

L’atteso Gala di Svetlana Zakharova, stella del balletto classico di fama mondiale, affiancata da sette solisti provenienti dalle maggiori compagnie russe, ha raccolto applausi a scena aperta

Dopo una trepidante attesa di pubblico e critica, Svetlana Zakharova, indiscussa stella del firmamento della danza, ha calcato ieri sera il palcoscenico del Teatro Comunale di Modena, con un Gala che in breve ha registrato il tutto esaurito. Ad accompagnare l'acclamata étoile, dal 2005 Artista Emerita della Russia, nonché artista ospite delle maggiori compagnie di Balletto del mondo dal 1999, vi erano alcuni solisti del Teatro Bol’šoj di Mosca e del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo.

Allo scorrere leggero del sipario gli spettatori piombano in religiosa contemplazione quando, sulle note di Wagner, Svetlana Zakharova fa la sua prima apparizione nei sobri panni di Isotta, dando il via ad un susseguirsi incalzante di pas de deux e assoli nei quali l'étoile si alterna agli altri ballerini tra fulgidi guizzi nell'immaginario fiabesco del repertorio classico, Giselle e Le Fiamme di Parigi, per poi sprofondare nel tormento dell'animo umano con brani contemporanei di estrema drammaticità quali Plus. Minus. Zero., Distant Cries e Revelation.

Nonostante la presenza inoffuscabile della Zakharova, il carisma degli altri artisti e gli interessanti assoli maschili hanno bilanciato lo spettacolo: con la sua aria scanzonata Les Bourgeois, tratto dall'omonimo classico della canzone francese, è un pezzo di brillante ironia in cui il danzatore mima parti del testo punteggiandole di inaspettate esplosioni tecniche, mentre in Feeling Good il ballerino esprime l'eleganza delle note di Nina Simone tra tristezza e rassegnazione.

Il momento catartico della serata giunge con una toccante interpretazione de La Morte del cigno di Fokin, in cui Svetlana Zakharova, si cala in quegli eterei panni che forse maggiormente la identificano, nell'unico pezzo di puro repertorio da lei danzato per l'occasione. L'emozione del pubblico è palpabile, testimoni di un momento di pura arte, gli occhi non sono abbastanza rapidi per poter carpire tanta perfezione: un'elegante potenza fisica che nasce da un corpo tanto esile (forse un po' troppo esile) da cui scaturiscono, contro ogni barriera della naturale anatomia, grandi salti, développé alla seconda e arabesque.

Una rappresentazione ineccepibile dunque, in cui anche il declivio del palcoscenico, che negli anni addietro aveva causato qualche disagio anche ad artisti di alto livello, non ha influito sulla precisione delle performance. Calorosi applausi si sono levati per quello che probabilmente è stato l'appuntamento di maggior risonanza di tutta la stagione. 

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