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Teatro, Bohème: riflettori puntati sui giovani allievi di Raina Kabaivanska

Si sono esibiti al Teatro Comunale "Pavarotti" ne "La Bohème" i giovani allievi di Raina Kabaivanska, supportati da una regia all'insegna della tradizione che ha esaltato senza disturbare gli interpreti

Grande calore da parte del pubblico modenese per gli allievi del celebre soprano Raina Kabaivanska, impegnati in questi giorni nella stagione lirica del Teatro Comunale Pavarotti. In scena una Bohème dalla regia più che tradizionale del bulgaro Boyko Bogdanov, con tanto di nevicata in apertura del Quadro terzo e grande fiocco intorno al collo del pittore Marcello. Poco spazio alla fantasia e alla sperimentazione dunque, con il risultato che l’attenzione era giustamente focalizzata sui giovanissimi interpreti, che hanno dato buona prova degli insegnamenti del soprano, aiutati anche dalla direzione sicura e attentissima di Aldo Sisillo.


Mai come in questa occasione corre l’obbligo di sposare le chiacchiere “da intervallo” dei melomani modenesi che, complice la rispettosa età, hanno avuto la fortuna di ascoltare grandi nomi del passato: “Fare certi paragoni non ha senso, non sono mica tutti dei Pavarotti o dei Corelli!”. Opinione assolutamente condivisibile ed intelligente, a fronte di un cast che comunque ha ben sostenuto lo spettacolo. Oltretutto con la grande educazione e l’umiltà di non cedere a qualche richiesta di bis. Si rinnovano dunque i complimenti alla signora Kabaivanska, nonché un sincero augurio ai suoi numerosi e bravi allievi di proseguire con soddisfazione il proprio percorso nella difficile – soprattutto in Italia – realtà operistica.

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