"Una faccia una razza", in mostra il polittico di Francesco Radino

Con Opere in primo piano Fondazione Modena Arti Visive porta l’arte nei luoghi della cultura di Modena. Le opere dialogano con i temi, le proposte e i programmi delle altre istituzioni culturali e incontrano il pubblico svelando connessioni, suggerendo riflessioni, stimolando idee e suggestioni nuove. Dopo il debutto al Teatro Storchi, lo scorso autunno, il secondo appuntamento con Opere in primo piano avviene in occasione del ciclo di conferenze “Globalizzazioni. Forme e immagini dell'universalismo” proposto dalla Fondazione San Carlo. Negli spazi della Fondazione sarà dunque esposto al pubblico il polittico di Francesco Radino Una faccia una razza, commissionato nel 2016 da Fondazione Modena Arti Visive (all’epoca Fondazione Fotografia).

L'opera pone, uno a fianco all’altro, ritratti di profughi e volontari provenienti da diverse nazioni e di abitanti dell’isola di Lesbo, dove si trovano contemporaneamente a convivere, oltre a icone della tradizione ortodossa e mosaici che riportano alle comuni radici storiche risalenti all’antichità. Il motto “una faccia, una razza”, che i greci usano frequentemente quando accolgono i turisti italiani, viene allargato a tutte le icone di questo esodo che è un’emergenza contemporanea, ma che in realtà è sempre stato alla base della civiltà mediterranea fondatasi sullo scambio di persone, culture e merci. In un periodo storico che vede le frontiere aperte per le merci ma chiuse per le persone, Radino invita con la sua opera a riflettere sull’origine di queste barriere culturali e politiche.

Questo percorso artistico si integra con la proposta di conferenze dedicate a «Globalizzazioni. Forme e immagini dell’universalismo», con la quale – anche attraverso le attività culturali e formative del Laboratorio2026, un progetto condiviso di riflessione sulla propria storia e sul proprio futuro – la Fondazione San Carlo intende mostrare, contro una visione riduzionistica spesso prevalente nelle discussioni pubbliche, che la globalizzazione non può considerarsi un fenomeno esclusivamente contemporaneo, caratterizzato in modo unilaterale dalla dimensione economica o tecnologica. Al contrario, si vuole rilevare come essa si identifichi con un insieme di processi le cui origini possono essere rintracciate nel tempo profondo e che nel corso della storia hanno assunto fisionomie differenti, investendo il piano sociale, culturale, politico, scientifico e religioso, determinando significative trasformazioni tanto materiali quanto concettuali e simboliche. Esplorazioni geografiche, rapporti commerciali, conquiste militari, imprese espansionistiche, scambi culturali hanno infatti da sempre contraddistinto la storia dell’umanità, generando incontri e scontri tra culture diverse, che hanno costruito i loro immaginari tramite la conoscenza delle reciproche differenze, nel tentativo di rispondere alla domanda “chi è l’altro?” – e quindi “chi sono io?”.

“Opere in Primo Piano è un’iniziativa attraverso la quale Fondazione Modena Arti Visive non vuole solo valorizzare il patrimonio che gestisce, ma vuole renderlo vivo, mettendolo in relazione con quello che accade in città.”, sottolinea il direttore di FMAV, Daniele Pittèri. “E’ un modo per “restituire” ai cittadini, in una forma dialettica e dialogica, le opere del patrimonio, che escono dai depositi e che vanno nei luoghi della cultura, nei luoghi dove si produce pensiero, dove si dibatte, dove, attraverso altre forme artistiche come ad esempio il teatro, si stimola il pubblico anche a riflettere. Abbiamo iniziato in autunno collaborando con ERT e scegliendo alcune opere che si collegassero tematicamente e suggestivamente alla programmazione del Teatro Storchi, in particolare ai testi di Elias Canetti. Adesso arriviamo alla Fondazione San Carlo, collegandoci a un tema importante e complesso come Globalizzazioni, scegliendo il dittico di Francesco Radino che a nostro avviso riesce a sintetizzare molte delle sfaccettature che il tema contiene e che il ciclo di conferenze affronta. Ma stiamo lavorando anche per far sì che le opere possano prossimamente entrare anche in luoghi non abitualmente avvezzi alla cultura, come ad esempio le imprese o le sedi delle associazioni di categoria. Un modo per rendere l’arte quotidiana e per ricordare alla comunità lo straordinario patrimonio che le appartiene e di cui noi siamo custodi”.

14 febbraio - 3 aprile 2020
Lunedì - venerdì, ore 15.00 - 19.00
Ingresso libero
Fondazione Collegio San Carlo
Via San Carlo 5, Modena
Tel. 059.421240
info@fondazionesancarlo.it

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