VIXI. L'inedita iconografia della morte in mostra a Carpi

Dal 13 settembre al 3 novembre 2019, gli Archivi ospitano la mostra "VIXI. Persone e personaggi al trapasso dalla vita alla morte", che presenta pergamene del Tre e Quattrocento, stampe del Seicento e un inedito fondo fotografico di inizio Novecento del centro di Ricerca etnografica di Carpi. L'inaugurazione si terrà venerdì 13 settembre alle ore 18.00. 

La rassegna, curata da Natascia Arletti e Eleonora Zanasi, ideata e prodotta dal Comune di Carpi – Archivio storico comunale e Centro di Ricerca Etnografico (in collaborazione con i Musei di Palazzo dei Pio), è parte del programma di FestivalFilosofia, in programma dal 13 al 15 settembre a Carpi, Modena e Sassuolo, che quest’anno si declina attorno al termine persona.

Il percorso parte dalla ricerca del rapporto tra il corpo, la persona che lo abita, la maschera e la ritualità arcaica e religiosa che un tempo circondavano la morte. Prima che la modernizzazione e l’ospedalizzazione del fine-vita intervenissero in un qualche modo a occultarla, la morte era considerata dalle società occidentali come un passaggio naturale, un’esperienza comune e quasi quotidiana: così, la consapevolezza della fine, l’espressione delle volontà personali all’avvicinarsi del trapasso, le ritualità e i cerimoniali – non solo pubblici, ma soprattutto intimi e privati – definivano la persona in punto di morte e la morte stessa, contribuendo a renderla accettabile sia per chi la doveva affrontare, che per chi restava.

Quello che per il terzo anno si sviluppa all’Archivio storico comunale di Carpi – dichiara l’Assessore alla Cultura Davide Dalle Ave - è un approccio al tema del Festivalfilosofia che valorizza gli straordinari patrimoni, documentali dell’Archivio e iconografici del Centro etnografico e dei Musei, che null’altro sono che le tracce e le testimonianze della nostra lunga storia di comunità e di individui.
Introdotta da un approfondimento sulla rappresentazione iconografica della morte, la mostra si sviluppa attraverso tre temi principali, tra loro concatenati, che fanno riferimento anche alla presenza di materiali coerenti presso l’Archivio storico comunale, il Centro di Ricerca etnografico e i Musei di Palazzo dei Pio.

Il testamento come atto ultimo di volontà personale, testimonianza allo stesso tempo intima, religiosa e storica del proprio vissuto, del senso e delle ragioni della propria esistenza, dei legami affettivi, di potere ed economici tra il morente e la società che lo circonda.
Il trapasso veicolato e raccontato dai cerimoniali e dalle tradizioni della ritualità funebre pubblica (un esempio tra tanti, le esequie di Manfredo Fanti). La dimensione privata della morte, interiorizzata, rielaborata e vissuta dalle persone comuni e dalle società tradizionali – poste di fronte all’esperienza costante (per guerra, malattie, condizioni arretrate di vita) del lutto – immortalate attraverso gli scatti dei fotografi carpigiani del primo Novecento e raccontate, in tutta la propria umana fragilità, dalle lettere e cartoline della Grande Guerra.

La mostra si sviluppa in una doppia dimensione di pubblico e privato: testamenti, registri e lettere personali si accompagnano a iconografie e fotografie di cerimoniali e di riti funebri pubblici: il testamento di Guido Pio del 1336, una magnifica pergamena di due metri, esposta al pubblico per la prima volta; il testamento di Galasso Pio della metà del Quattrocento, quello del musicista Antonio Tonelli. Ma anche le prime due fotografie della piazza di Carpi (allora Vittorio Emanuele), scattate per i solenni funerali di Manfredo Fanti nel 1865, forse il primo rito funebre collettivo della città a uno dei suoi eroi, e la maschera funebre del generale, figlia di una tradizione antichissima di conservazione dell’immagine del defunto. Tradizione alla quale fa riferimento una serie eccezionale di fotografie datate fino alla metà del Novecento, che rappresentano i defunti ma anche le consuetudini e i riti dei vivi.
Accompagna la mostra una guida (Moggio editore, Roma).

La mostra sarà visitabile gratuitamente nei seguenti orari: venerdì 13 e sabato 14 settembre, ore 10.00-23.00; domenica 15 settembre, ore 10.00-20.00. Dal 17 settembre: tutte le domeniche, ore 15-19. Per maggiori informazioni contattattare il numero tel 059/649960-69. 


 

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