Pendolaria 2015, cresce l'uso del treno, ma gli investimenti restano bassi

L’Emilia Romagna tiene negli investimenti e nei tagli ai servizi rispetto ad altre realtà, ma per Legambiente serve un cambio di passo: “Riequilibrare gli investimenti sul ferro ed il TPL attingendo dalle risorse autostradali”

Presentato oggi il Dossier “Pendolaria 2015” nell’ambito di una Campagna che ha al centro l’attenzione per la situazione e gli scenari del trasporto ferroviario pendolare in Italia. Nel contesto nazionale l’Emilia Romagna tiene rispetto ai tagli di servizi (-3,9% dal 2010) ed è riuscita a garantire investimenti. Tuttavia anche nella nostra regione lo stanziamento di fondi regionali a favore del trasporto pendolare si limita allo 0,27%, 39 milioni di euro, del bilancio della Regione. Meno della metà di quanto investe la vicina Lombardia.

Altra strada da battere è quella di applicare un sovrapedaggio al traffico merci di attraversamento alla regione, destinando tali risorse al miglioramento dei servizi su ferro, e a presidi ambientali contro l’inquinamento. Si tratta di una misura assolutamente giustificabile data la cronica emergenza smog per la Pianura padana, e peraltro già attuata sul pedaggio dello stesso nodo bolognese.

Durante l’anno sono arrivate alcune buone notizie per i pendolari, come l’acquisto nel dicembre 2015 del primo dei 7 nuovi elettrotreni Stadler che entreranno in servizio nei prossimi mesi sulle linee ferroviarie regionali, e che fanno seguito all’acquisto dei 12 treni “gemelli” già circolanti dal 2013.

La ricetta di Legambiente per invertire la rotta è chiara: implementare il trasporto pubblico e la mobilità dolce, spostando gli investimenti da inutili strade ed autostrade verso il trasporto pubblico su ferro. L’obiettivo deve essere il raggiungimento della quota di riduzione sotto il 50% degli spostamenti individuali in auto in ambito urbano e periurbano, attraverso il vincolo del 50% di investimenti per le opere di trasporto pubblico locale. Tale obiettivo può essere raggiunto esclusivamente tramite la creazione di un’Agenzia Regionale dei Trasporti che si occupi di pianificazione del TPL, mobilità dolce, appalti, vigilanza sul servizio e mobility management. Aspetto non secondario per l’appetibilità del trasporto pubblico locale su scala regionale è la rapida entrata in vigore di un sistema di tariffazione integrata unico per tutta la regione, in grado di consentire l’utilizzo di tutti i mezzi di trasporto, inclusi anche i servizi di car sharing e bike sharing, mediante una tessera elettronica ricaricabile ed utilizzabile a consumo, accompagnata da un sistema “smart” efficiente in grado di fornire informazioni dettagliate su orari, fermate e coincidenze attraverso le più moderne tecnologie mobili.

“Quel che ci chiede Legambiente lo stiamo già facendo con atti concreti di governo: in Emilia-Romagna ci sarà un investimento di oltre 1 miliardo di euro nel sistema ferroviario regionale fra nuovo materiale rotabile, riqualificazione delle stazioni e messa in sicurezza della rete ferroviaria, e un abbattimento di oltre 500 ettari di rete autostradale grazie alla scelta compiuta da quest’amministrazione di non realizzare la E55 e trovare un’alternativa al Passante Nord”. Così l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti Raffaele Donini commentando il rapporto “Pendolaria 2015”.

“Se guardiamo agli interventi  prioritari contenuti nell’Intesa con il Governo – prosegue Donini – le infrastrutture ferroviarie previste rappresentano il 48,6% del totale (erano il 29% nel 2013), quelle stradali il 41,3% (erano il 64%). In priorità 1 trovano collocazione i lotti di potenziamento per la linea ferroviaria Pontremolese, che significa 2 miliardi complessivi di investimento”.

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