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Giovedì, 26 Maggio 2022
Casa

Pubblicato l'avviso per l'accesso al condominio solidale

Potranno accedere anziani e disabili in condizione di parziale non autosufficienza, con fragilità della rete parentale e reddito familiare lordo non superiore a 34.308 euro

Avere un’età non inferiore a 60 anni ed essere in condizioni di parziale non autosufficienza, oppure essere adulti con patologie assimilabili all’età anziana. Conseguire un reddito annuo complessivo lordo del nucleo familiare non superiore a 34.308 euro. E ancora, essere cittadino italiano o di uno Stato dell’Unione europea o, se extracomunitario, essere munito di un titolo di soggiorno, risiedere nel Comune di Modena, senza però diritti di proprietà, usufrutto o abitazione di un alloggio in città o nei Comuni confinanti, salvo siano immobili con barriere architettoniche, e quindi inadeguate alle condizioni di disabilità, e vengano concessi in locazione al Comune nell’ambito del servizio di Agenzia casa.

Sono i requisiti che devono possedere gli anziani e disabili adulti lievi o medio-lievi interessati ad accedere singolarmente o in coppia all’affitto a canone calmierato in uno dei 20 appartamenti dedicati del “Condominio solidale” inaugurato sabato 17 maggio in via Gottardi 58-60. È stato pubblicato l’avviso per l’assegnazione e la presentazione delle domande è possibile fino al 18 luglio nelle sedi dei Poli sociali (Polo 1, Centro storico, piazzetta Redecocca 1, tel. 059 2033630, Polo 2, San Lazzaro, Crocetta, Modena est, via Morandi 55, tel. 059 2033999, Polo 3, Buon Pastore, Sant’Agnese, via Viterbo 74, tel. 059 2034300, Polo 4, San Faustino, Madonnina, via Newton 150, tel. 059 2034000).

Il Comune assegnerà gli alloggi attraverso atti di concessione amministrativa, garantendo un canone di occupazione pari al massimo al 25 per cento dell’incidenza canone/reddito (in ogni caso i canoni non saranno inferiori a 50 euro mensili). L’assegnazione da parte della commissione nominata dall’assessorato alle Politiche sociali, sanitarie e abitative, avverrà secondo i criteri di priorità della condizione sanitaria di parziale autosufficienza psico-fisica tale da consentire la permanenza a domicilio, l’assenza o l’inadeguatezza di risorse parentali di riferimento e la residenza in alloggi o edifici con barriere architettoniche che impediscano le normali attività. A parità di condizioni verrà valutato in modo prioritario chi possiede un Isee inferiore.

Lo stabile, di proprietà del Comune e utilizzato in precedenza come residenza universitaria, si compone di due palazzine dotate di ascensore con 26 appartamenti complessivi, di tre piani ciascuna, con quattro appartamenti ognuno, cui si aggiungono due appartamenti al piano terra con accesso indipendente. Gli alloggi, privi di barriere architettoniche, sono composti di ingresso, soggiorno con angolo cottura già installato (dotato di fornelli elettrici), camera da letto e servizio, sono attrezzati per permettere la residenza di persone singole o in coppia e dotati di sistema di videosorveglianza.

I sei appartamenti rimanenti saranno assegnati a famiglie, preferibilmente con bambini, disponibili a stringere un ‘patto di solidarietà’, cioè a dedicare tempo per garantire agli anziani e disabili dello stesso pianerottolo alcuni interventi di aiuto. Sarà inoltre presente un servizio di portierato sociale. L’attività di supporto delle famiglie, così come del portierato sociale, consiste nella vigilanza e primo intervento in situazioni di emergenza attivando altri servizi tra cui quelli sanitari, attività di animazione e socializzazione negli spazi condominiali anche con il supporto di gruppi di volontariato e delle associazioni di quartiere, affiancamento ai residenti nel disbrigo di piccole commissioni, interventi di piccola e ordinaria manutenzione, e gestione amministrativa e condominiale.

Per fare ciò, almeno un componente delle famiglie solidali dello stabile dovrà essere sempre presente, in particolare nel fine settimana e nel periodo estivo. Con turnazioni programmate, le famiglie dovranno garantire l’apertura dei locali condominiali anche con la presenza e il coinvolgimento nelle attività gestite dai gruppi di volontariato e dalle associazioni. I nuclei saranno individuati attraverso gli elenchi dell’Agenzia Casa del Comune (andando quindi a dare risposta a un ulteriore bisogno abitativo) e saranno orientati attraverso colloqui e interventi formativi.

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