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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
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Esenzioni fiscali e agevolazioni, le nuove norme per la Bassa terremotata

Approvato il “pacchetto Emilia” del Consiglio dei Ministri, che crea zone franche urbane ed estende le agevolazioni già previste in passato per le zone del cratere e per i comuni alluvionati. Ecco cosa cambia

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge recante disposizioni urgenti in materia di Enti territoriali che contiene molte delle misure in favore delle zone terremotate ed alluvionate. Si tratta di norme attese da tempo, che introducono in particolare l'importante novità delle Zone franche urbane, individuata come agevolazione per le microimprese. Confermata poi la proroga per un anno e mezzo dell'esenzione Imu sui fabbricati inagibili e l'esclusione dal Patto di stabilità dei rimborsi assicurativi incassati dagli Enti locali.

ZONE FRANCHE URBANE - L’articolo 16 del decreto legge prevede l’istituzione, in Emilia, delle zone franche urbane per le microimprese, secondo il regime dei “de minimis”, ovvero i cosiddetti aiuti di Stato di importanza minore, regolamentati dall’Unione europea. Le agevolazioni consistono nell’esenzione dal pagamento delle imposte sui redditi derivanti dall’attività economica svolta fino a un importo massimo di 100mila euro annui, l’esenzione dal pagamento dell’Irap fino a 300mila euro e l’esenzione dal pagamento delle imposte municipali sugli immobili situati nella zona franca urbana e posseduti e utilizzati per l’esercizio dell’attività economica. 

CHI NE HA DIRITTO - I soggetti che hanno diritto a queste agevolazioni sono le microimprese localizzate all’interno della zona franca urbana che, nel 2014, hanno avuto un reddito lordo annuo inferiore a 80mila euro e impiegano non più di cinque addetti. Devono svolgere la propria attività e avere la propria sede principale all’interno della zona franca urbana. Le esenzioni in questione valgono per il 2015 e il 2016 e a questo fine sono state stanziati 40 milioni di euro complessivi. 

I COMUNI - La zona franca è stata perimetrata applicando i criteri che la regione Emilia Romagna ha utilizzato per ripartire, in precedenza, le risorse finanziarie ed umane per affrontare l'emergenza sisma, e che tengono conto dell'estensione e della gravità dei danni materiali causati dal terremoto in rapporto alla popolazione residente. La perimetrazione tiene anche conto dei danni arrecati dall'alluvione del 2014. La zona franca urbana include i Comuni di Bastiglia, Bomporto, Camposanto, Medolla, San Prospero, San Felice sul Panaro, Finale Emilia, Comune di Modena (frazioni di La Rocca, San Matteo, Navicello e Albareto), e i centri storici dei Comuni con zone rosse: Cavezzo, Concordia sulla Secchia, Mirandola, Novi di Modena, San Possidonio, Crevalcore, Poggio Renatico e Sant’Agostino. “

IMU SULLE CASE INAGIBILI – Al fine di agevolare la ripresa delle attività e consentire l’attuazione dei piani per la ricostruzione e per il ripristino dei danni causati dal sisma, è stata decisa una ulteriore proroga dell’esenzione dal pagamento dell’Imu sugli immobili inagibili fino al 31 dicembre 2016.

PATTO DI STABILITA' - L’articolo 17, sempre al fine di agevolare la ripresa delle attività e consentire l’attuazione dei piani per la ricostruzione e per il ripristino dei danni causati dal sisma, esclude dal Patto di stabilità interno dei Comuni e delle Province dell’Emilia-Romagna colpiti dal sisma le somme derivanti da rimborsi assicurativi incassati dagli enti locali per danni su edifici pubblici, che concorrono al finanziamento di interventi di ripristino, ricostruzione e miglioramento sismico, nel limite di 20 milioni di euro per l’anno 2015.

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