Farmacisti ai tempi del COVID19: perché rimangono un punto di riferimento certo?

Fra un ritorno alle origini della professione e nuove modalità operative, ecco la risposta dei farmacisti all'emergenza in atto

Dubbi, incertezze e tante domande: ecco ciò che passa per la testa degli italiani in questo periodo così delicato. C'è un virus invisibile che ci costringe in casa, che ci tiene lontani, che modifica abitudini, modalità di lavoro, rapporti umani e che ci fa temere per la salute nostra e dei nostri cari, distanti, ahimè, ben più di un metro.

E allora a chi domandare? A chi rivolgere lo sguardo con fiducia? A chi chiedere conforto? Con medici e scienziati impegnati a tempo pieno in ospedali e laboratori, le risposte alle proprie preoccupazioni il cittadino le trova là dove le ha sempre cercate, perché se è vero che nelle nostre vite tutto è cambiato, c'è una cosa che è rimasta immutata: la farmacia sotto casa, quella a cui ci siamo sempre rivolti nei momenti di maggior debolezza. Lui (o lei), il nostro farmacista di fiducia, oggi è ancora lì, a maggior ragione in questo momento di crisi sanitaria, a darci un consiglio, a dissipare dubbi e a informarsi sulla nostra salute, proprio come farebbe un familiare. Perché, in fondo, negli anni è diventato proprio questo: una persona a cui confidare e affidare le nostre paure.

È Silvana Casale, presidente di Federfarma Modena, a darci una perfetta conferma di cosa sia una farmacia ai tempi del COVID19: "un presidio sanitario territoriale che oggi, più che mai, è riconosciuto come punto di riferimento cui dare fiducia e presso il quale cercare un pò di quella sicurezza smarrita."

Già, la sicurezza... quella data da mascherine e guanti monouso, quella contenuta in boccette di gel igienizzante e prodotti similari, fino a poco tempo fa disponibili in abbondanza sugli scaffali di qualsiasi supermercato e oggi sempre più difficili da reperire.
E sì, fanno anche questo, oggi, i farmacisti: producono soluzioni disinfettanti per le mani, per supplire alla mancanza dei più noti prodotti preconfezionati. Un ritorno al loro ruolo originario, se vogliamo, perchè i farmacisti nascono come preparatori di farmaci, e non solo come dispensatori. Grazie a questa loro professionalità e a tali prodotti di innegabile qualità, sono riusciti ad affrontare l'emergenza sin dalle prime fasi, quelle di vera e propria "caccia all'Amuchina", con il risultato aggiuntivo di aver mantenuto calmierati i prezzi della concorrenza della grande distribuzione.

Se da un lato, dunque, alcuni servizi tipici offerti dalle farmacie, oggi sono stati sospesi perché non consentono di garantire il distanziamento previsto dalle norme vigenti, dall'altro il farmacista si è riscoperto nel suo ruolo di preparatore, ma anche in quello di consulente, informatore e sensibilizzatore sul territorio relativamente al problema sanitario attuale.

Eppure, pur rimanendo punti di riferimento solidi e imprescindibili per la comunità, anche i farmacisti hanno dovuto fare i conti con il cambiamento. E allora, ci siamo chiesti com'è oggi la vita dei farmacisti e a risponderci è stata ancora una volta Silvana Casale di Federfarma Modena, l'Associazione sindacale che riunisce i titolari di farmacia nel modenese. È stata lei a spiegarci che la giornata lavorativa tipica dei farmacisti "è cambiata molto, sia nell'intensità sia nelle modalità di gestione e organizzazione del nostro lavoro. È cambiato il tipo di rapporto che abbiamo con le persone, non più diretto, ma filtrato attraverso telefono, email, Whatsapp e applicazioni web e anche attraverso tutti quei dispositivi (guanti, mascherine, pareti di plexiglass) che dobbiamo indossare o utilizzare." A ciò si aggiunge la pressione costante data da richieste continue di prodotti, informazioni e consulenze, che spesso esulano dallo specifico ambito farmaceutico.

Federfarma Modena si è schierata costantemente al fianco dei farmacisti propri associati, lavorando ogni giorno per garantire loro tutti gli strumenti e le informazioni utili a sfatare dubbi, domande o perplessità che possono sorgere in un periodo così lavorativamente ed emotivamente intenso. Perché è necessario che anche i farmacisti trovino sostegno e risposte in qualcuno, come Federfarma Modena, così da poter continuare a garantire quella fiducia incondizionata che ha sempre caratterizzato il rapporto con la comunità locale.

In fondo, c'è una cosa che guanti, gel e mascherine non possono e non devono mai fermare, ed è la fiducia di chi ai farmacisti si affida, perché, come affermato da Silvana Casale "un simile riconoscimento del nostro lavoro come professionisti della salute ci dà forza tutti i giorni, una forza e una speranza che cerchiamo di infondere nei nostri utenti."

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