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“Non avevamo alcuna comunicazione”: la mamma di un sordocieco si racconta

Carlo, sordocieco di 44 anni, vive a Modena e uno speciale “comunicatore” gli ha cambiato la vita

A volte, la testimonianza di chi “ci è passato” diventa fondamentale per dare una speranza ad altri o per smuovere le coscienze. In questo caso, a parlarci di sordocecità è Gabriella, mamma di Carlo, un 44enne sordocieco dalla nascita.

Un rapporto difficile, quello con Carlo, che da giovane, proprio a causa di questa sua disabilità, era spesso aggressivo, se non violento. Un atteggiamento derivato probabilmente dalla comprensibile frustrazione di un adolescente di non poter vivere il mondo come tutti gli altri. Ciò che ha contraddistinto questo periodo in famiglia era la mancanza di comunicazione tra Carlo e i suoi genitori, Livio e Gabriella. Una situazione che li ha portati a prendere una decisione importante: contattare il Centro Nazionale di Osimo (AN) della Lega del Filo d’Oro.

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Lega del Filo d’Oro: una telefonata che cambia una vita

Carlo da quel giorno, ha passato tanti anni ospite della struttura di Osimo, diventando una vera e propria presenza storica. Qui, i tanti operatori e volontari gli hanno insegnato a comunicare con i gesti e gli hanno fornito un prezioso strumento che lo aiuta nella sua quotidianità: uno speciale pannello chiamato “comunicatore”, sul quale si trovano oggetti che indicano a Carlo le attività da svolgere e che gli ha permesso di acquisire sempre più indipendenza nello svolgimento delle sue mansioni giornaliere. 

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Un sistema pratico che, insieme alla socializzazione e alla possibilità di svolgere tante piccole attività, gli consente di comunicare e vivere una vita fatta su misura per lui, che possa renderlo sereno e appagato. Oggi Carlo è un gran lavoratore che adora tutto ciò che è movimento. Alla Lega del Filo d’Oro ha imparato tanto, dalla costruzione di cestini di midollino all’utilizzo del telaio, dall’assemblaggio di piccole parti per produrre oggetti al riordinare e sistemare la dispensa o all’aiutare in cucina all’occorrenza. 

Quel giorno con Renzo Arbore, Carlo non se lo dimenticherà mai

Piccoli gesti, che rappresentano, però, per una persona sordocieca, grandi traguardi da tagliare giorno per giorno e che si traducono in una migliore qualità della vita. Ma il traguardo più significativo tagliato, questa volta letteralmente, da Carlo, è stato raggiunto nel 2013, nel giorno dell’inaugurazione del nuovo Centro Socio Riabilitativo Residenziale di Modena della Lega del Filo d’Oro, dove Carlo si era trasferito per stare più vicino alla famiglia. È stato proprio lui, infatti, a tagliare il nastro della cerimonia d’inaugurazione, affiancato nientemeno che da Renzo Arboretestimonial storico della Lega del Filo d’Oro. Un altro piccolo gesto, insomma, dal significato enorme per lui e per tanti sordociechi della zona, e in compagnia di qualcuno che Carlo sicuramente non dimenticherà mai.

Oggi, dunque, la qualità della vita di Carlo è migliorata sensibilmente, grazie anche agli educatori e ai volontari della Lega del Filo d’Oro conosciuti nel Centro di Modena dove attualmente si trova. A migliorare è stato anche il suo rapporto con mamma e papà, con i quali ora ha un rapporto, a detta di Gabriella, meraviglioso. 

Un appello a fare la scelta giusta: basta un gesto

Era proprio questo il risultato sperato da Gabriella e Livio, in quel fatidico giorno di tanti anni prima in cui telefonarono rassegnati e demoralizzati alla Lega del Filo d’Oro. In cuor loro sapevano che la Lega del Filo d’Oro è supportata da tanti italiani che decidono spontaneamente di destinare il 5x1000 a suo favore. Il loro, oggi, è un tacito appello per tutti noi, ribadito in modo schietto e sincero dal presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro, Rossano Bartoli.

“Con un gesto semplice e gratuito, tutti potranno contribuire a regalare un futuro ricco di speranza alle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali di cui ci prendiamo quotidianamente cura.”

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