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Martedì, 9 Agosto 2022
Politica San Cesario sul Panaro

San Cesario, Piccinini: "Quanto durerà la svendita del territorio?"

Il capogruppo della lista civica Nuovo San Cesario-Senza Filtro attacca l'Amministrazione: "Accordi fra Comune e Cavatori"

Un Consiglio Comunale interamente dedicato all’oro “grigio” del nostro territorio, dove da decenni si convive con la distruzione del paesaggio agricolo, l’incremento del traffico, il rischio di inquinamento per le falde. Dire “no cave”, purtroppo, non si può più perché quanto e dove si scaverà è già stato deciso “a colpi di maggioranza” nel febbraio 2009 quando fu approvato il Piano delle attività estrattive. Non viviamo nel “mondo dei sogni”, ci rendiamo perfettamente conto che la costruzione di alloggi ed infrastrutture determina un fabbisogno di inerti: il problema non è l’escavazione di ghiaia ma la sua corretta pianificazione e la garanzia del rispetto degli accordi da parte dei cavatori. Le escavazioni andranno bloccate se le opere di ripristino non verranno fatte nei tempi prefissati. Nessuna nuova autorizzazione dovrà essere concessa se i cavatori non avranno prima recuperato le cave esistenti e realizzato le opere compensative oggetto degli accordi discussi in sede di Consiglio. Il prospettato spostamento dei frantoi dal lungofiume dovrà avvenire realmente, a fronte di garanzie ben precise affinchè non possa apparire solo come un’astuta promessa per legittimare nuove ingenti escavazioni.

Considerata la crisi edilizia e le decine di migliaia di alloggi sfitti, non sarebbe forse opportuno che Provincia e Comune riconsiderassero una pianificazione che rischia oggi di rivelarsi sovrastimata rispetto alle effettive esigenze del territorio? Si proceda ad una variante per tagliare definitivamente il 25% di ghiaia “congelata” dalla Provincia nel 2009. Per San Cesario significherebbero circa 450mila mc di ghiaia in meno e noi abbiamo già una proposta: ridurre le escavazioni al Polo 8 lungo via per Spilamberto e stralciare completamente i 215mila mc di cava Ghiarella. Al Polo 8 si scaverà ancora al limite delle falde, nei pressi di “un’area di accertata e rilevante consistenza archeologica”. Unica novità, stavolta la cava arriverà fino al ciglio di via per Spilamberto, prepariamoci dunque all’ulteriore aumento del traffico pesante in zona ed allo spettacolo di una “voragine” all’ingresso del paese: benvenuti a San Cesario sulle Cave. E poi c’è l’assurdità di cava Ghiarella: per cinque anni le ruspe torneranno a scavare, i camion a circolare in una cava in pieno centro abitato, vicina ad una zona residenziale, al Centro Sportivo, alla Scuola, alla Palestra. Nessuna opera potrà mai compensare il pesante impatto su quest’area che verrebbe martoriata dal traffico di camion, smog, polveri, rumore, e comunque, non sarà più come prima. E’ davvero sconsolante pensare ad un Comune costretto a ricorrere alla distruzione del paesaggio agricolo, per far cassa. Quando durerà ancora la svendita del territorio? 

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