Nuovo polo logistico Amazon a Spilamberto, c'è l'accordo con i sindacati

Ieri la discussione in Consiglio Comunale sulla variante urbanistica dell'area Rio Secco Sud, che opspiterà un magazzino da 40.000 mq. Protocollo d'intesa con Cgil, Cisl e Uil a tutela della qualità del lavoro

Dopo la presentazione in commissione lo scorso 12 luglio, è approdata ieri in consiglio comunale a Spilamberto la discussione sulla variante urbanistica del comparto Rio Secco Sud, che rappresetna una grande novità per il territorio modenese. Amazon, infatti, ha individuato proprio l'area di Spilamberto per la realizzazione di un nuovo polo logistico, un grande magazzino che servirà l'area emiliana e che rientra nella forte politica di espansione del colosso dell'e-commerce. Il quadrante di Rio Secco - situato lungo via San Vito, adiacente all'attuale stabilimento Sidercrom - è strategico soprattutto per la sua posizione, vale a dire ad appena 2 km dal casello autostradale di Modena Sud.

Per rendere possibile l'insediamento di Amazon, attraverso la controllata Vailog, sarà però necessaria una variante al piano particolareggiato del comparto, ridefinito nel 2012. Quando le passate amministrazioni avevano pensato all'espansione industriale in quel settore di territorio si era preferito prevedere otto differenti capannoni di ridotte dimensioni, pensati appunto per un numero maggiore di attività produttive. Le esigenze dell'hub sono ben diverse: il Comune lavorerà quindi ad una variante per consentire l'insediamento di un unico grande stabilimento di 40.000 mq, a fronte dei 54.000 inizialmente previsti.

I giochi sembrano ormai fatti e nei prossimi mesi si dovrebbe arrivare al voto della variante per consentire l'avvio dei lavori. L'urbanizzazione di quest'area - attualmente è un terreno agricolo - comporterà anche opere di viabilità come la costruzione di una o più rotatorie e di una strada di collegamento con via Pelloni, per raggiungere quindi via Modenese in crrispondenza della rotonda di recente costruzione. Come opera compensativa da parte del costruttore è prevista anche una pista ciclabile lungo via San Vito.

Il forte impatto di questa nuova attività è sotto gli occhi di tutti: non sfuggono infatti le ricadute davvero significative che questo nuovo polo avrebbe sulla viabilità locale, sia per l'afflusso di lavoratori nel futuro magazzino, sia soprattutto per i mezzi della logistica. Non a caso in apese si sono già levate le prime voci contrarie di comitati preoccupati dall'impatto ambientale del progetto.

E' altrettanto vero che l'insediamento di Amazon avrebbe ricadute importanti anche sul piano occupazionale: sono infatti stimate in 400 le nuove assunzioni di personale per rendere pienamente operativo lo stabilimento. Numeri importanti che sono però accompagnati dalle polemiche che circondano le condizioni di lavoro all'interno dei capannoni del colosso americano, giò al centro di dure vertenze sindacali nel nostro paese e non solo.

Non a caso i sindacati sono già stati mobilitati in questa fase preliminare. Ieri si è tenuto l’incontro tra l’Amministrazione Comunale di Spilamberto, rappresentata del Sindaco Umberto Costantini, e le Organizzazioni Sindacali Confederali, rappresentate da Anna Paragliola per la Cgil, Maurizio Brighenti per la Cisl e Alberto Zanetti per la Uil. Le parti hanno firmato un accordo - per il momento molo generico - che si suddivide in due punti: promozione congiuntamente azioni volte a sostenere lavoro regolare, di qualità e sicuro, anche attraverso un sistema di relazioni volte a sviluppare una forte cultura partecipativa per uno  sviluppo economico all’insegna dei principi di sostenibilità sociale e ambientale; promozione della legalità e di contrasto alla corruzione attraverso strumenti di controllo degli appalti e della sicurezza sul lavoro.   

“Si tratta di un accordo importante – hanno dichiarato i sindacalisti – perché si continua a lavorare sulla strada condivisa nel 2015 con la sottoscrizione del Patto per il Lavoro tra la Regione Emilia Romagna, Cgil-Cisl-Uil, Associazioni di categoria e Università: quella di creare occupazione (stiamo infatti parlando di oltre 400 posti di lavoro, più tutto l’indotto), ma occupazione di qualità anche attraverso la contrattazione territoriale in un sistema di relazioni sindacali che possa contribuire ad un sviluppo economico sostenibile sia da un punto di vista sociale che ambientale”.

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