"Nell'acqua potabile non ci sono fibre d'amianto"

L’assessore Arletti rassicura sul monitoraggio periodico, intensificato dopo il sisma. “Le condotte guaste anziché riparate vengono sostituite con materiali più idonei”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

I controlli effettuati dopo il sisma, a novembre 2012, sulla rete di distribuzione dell’acqua potabile di Modena non hanno rilevato la presenza di fibre di amianto. E nonostante la normativa vigente non ponga limiti sulla presenza di tali fibre nelle acque destinate al consumo umano, in caso di guasti su condotte in cemento-amianto, il gruppo Hera prevede comunque la sostituzione con materiali più idonei o di nuova generazione invece della semplice riparazione puntuale.

La rassicurazione arriva dall’assessore all’Ambiente del Comune di Modena Simona Arletti intervenuta sul tema in occasione della seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 12 settembre. “Le condotte in cemento-amianto – ha spiegato – il cui utilizzo era ampiamente diffuso fino a fine anni ’80 ed è stato definitivamente abbandonato nel 1992, si estendono per circa 357 chilometri dei 720 totali della rete acquedottistica e sono presenti in modo abbastanza omogeneo su tutto il territorio comunale. Dal 2003 – ha proseguito – Hera applica annualmente il Piano di controllo amianto che prevede la verifica non solo dello stesso, con distinzione delle fibre di lunghezza inferiore e superiore a 10 millesimi di millimetro, ma anche di parametri analitici che rilevano il grado di aggressività dell’acqua, da cui può dipendere la cessione di fibre. La multiutility – ha aggiunto – effettua inoltre controlli periodici e programmati al fine di verificare lo stato di conservazione della rete e la presenza di perdite: nel 2012, sono stati verificati 408 chilometri di rete, mentre nel 2013 finora risultano attualmente già verificati 389 chilometri”. Arletti ha inoltre precisato che nei giorni successivi al sisma il monitoraggio della rete è stato intensificato anche utilizzando i sistemi di controllo dei consumi sui distretti idrici cittadini e  le indagini non hanno evidenziato problematiche straordinarie riconducibili agli eventi sismici.

In conclusione, “il monitoraggio continuo sulla rete di distribuzione, le caratteristiche dell’acqua modenese, il fatto che non siano state trovate fibre di amianto e che il gestore abbia assunto l’iniziativa della sostituzione delle tubazioni in amianto in alternativa alla semplice riparazione in caso di guasto, fornisce la garanzia sulla qualità dell’acqua potabile”, ha affermato l’assessore Arletti. “In ogni caso – ha concluso – l’Amministrazione ha sempre cercato di sensibilizzare il gestore, e continuerà a farlo, affinché non solo rispetti le normative in materia ma assuma ogni ulteriore iniziativa che possa portare ad un miglioramento degli impianti a salvaguardia della salute dei cittadini”.

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