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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Politica

Una nuova governance per la creazione del Polo Culturale Sant'Agostino

Rivisitazione del progetto, migliore utilizzo delle risorse ed ampliamento del tavolo di discussione ad altri soggetti al centro degli obiettivi dell'Associazione Amici del Sant'Agostino

Il nuovo recente accordo sulla creazione di un moderno polo culturale modenese siglato lo scorso 5 febbraio tra Comune, Fondazione Cassa di Risparmio e Ministero competente è stato oggetto in mattinata della conferenza stampa indetta dall'Associazione Amici del Sant'Agostino. Occasione in cui, peraltro, gli organizzatori hanno avuto modo di presentare un argomentato pamphlet che apre ulteriori squarci di discussione non solo sulle loro ormai note posizioni.

Aldilà, infatti, delle critiche di carattere logistico e ambientale più volte mosse in relazione all'ipotizzata struttura polivalente, Elio Tavilla, Rossella Ruggeri e Claudio Tonelli hanno puntato l'indice sulla gestione complessiva delle attività in programma. "A Modena - ha dichiarato Ruggeri - assistiamo continuamente alla dismissione degli impegni pubblici in favore, in primo luogo, della Fondazione che, per quanto sia da tempo dedita a varie, meritevoli iniziative non può ricoprire, da sola, un ruolo trainante." Ed è proprio la decennale storia del progetto Sant'Agostino ad aver registrato, secondo i relatori, la più lunga assenza delle istituzioni civiche ritenute assolutamente incapaci  di cogliere le istanze e i bisogni del capoluogo.

"Tenere una costante attenzione sulla realtà in cambiamento - a parere di Tonelli - è di vitale importanza se si intendono perseguire obiettivi di alto livello tra i quali quello della digitalizzazione del patrimonio culturale. Essere all'avanguardia significa anche fornire alle ultime generazioni valide opportunità e, ancor prima, un quadro di riferimento tale da stimolare idee innovative e intraprendenza. Per questo chiediamo un migliore utilizzo delle risorse a disposizione."

Alquanto esplicito è emerso, a questo proposito, il riferimento alla ricollocazione della Biblioteca Estense nelle fatidiche Torri di Gae Aulenti, dai costi eccessivamente elevati e, per i relatori, pressoché inutili se non, eventualmente, a promuovere un turismo interessato solo alla moderna architettura. "Già si è detto - ha aggiunto Tavilla - dell'impossibilità di dar vita all'avveniristica realizzazione, inadatta  a garantire una corretta conservazione dei volumi a fronte per giunta di un'affluenza media quotidiana di poche persone. Ma, aldilà, delle considerazioni funzionali ciò che, a nostro giudizio, si sta perdendo di vista, a discapito degli interventi edilizi, è il contenuto umanistico del progetto in discussione. Perciò chiediamo a gran voce la costituzione di una vera governance che veda da un lato la riappropriazione di una posizione preminente da parte della pubblica amministrazione e dall'altro, in un apposito organo decisionale, il fattivo coinvolgimento di altri soggetti, quali, ad esempio, l'Università fino ad ora esclusa dalle consultazioni. Solo ripensando in maniera più collegiale alla cultura da un punto di vista strategico potremo favorire l'affermazione di una Modena proiettata nel futuro."  

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