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Appennino senza neve, Fratelli d'Italia "Servono investimenti hi-tech e bacini idrici"

Con il week end dell’Epifania si è chiuso un periodo di vacanza tra i più difficili di sempre per il nostro Appennino, la mancanza di neve ha fatto il vuoto di presenze. Senza neve, sono piovute disdette e ora le strutture difficilmente riusciranno a recuperare la stagione, poiché il solo periodo natalizio vale da solo il 30% dell’incasso annuale.

Federica Galloni, Responsabile Turismo di Fratelli d’Italia, interviene sulla crisi in atto: "L’incontro di stamattina tra il Ministro Santanchè e i rappresentanti regionali di Emilia-Romagna, Toscana e Abruzzo è stato caratterizzato da forte preoccupazione per l’indotto delle località invernali ma si è svolto al contempo in un clima di profonda collaborazione. Il ministro ha infatti ricevuto il plauso delle istituzioni per aver accolto in tempi rapidissimi il grido di allarme che giunge dalle nostre montagne. Ammortizzatori sociali e ristori per le aziende indispensabili per superare questo momento di crisi ma anche ripensamento di un modello “nuovo”. Oggi la gran parte dei finanziamenti passa attraverso il canale europeo e occorre, dunque, saper progettare un turismo che guardi avanti: tamponare le perdite è fondamentale per le famiglie che vivono di lavoro connesso agli sport invernali ma ancora più importante è agire ora con lo sguardo ai prossimi anni, se non addirittura al prossimo decennio".

Fondi, moratoria sui mutui e ammortizzatori: le richieste al Governo per l'Appennino senza neve

La rappresentante di FdI attacca; "Non con idee assurde come paventato dal M5S regionale, ossia dedicare le piste allo sci d’erba, col quale non sopravviverebbe nemmeno un esercente. Ne quello di ricorrere ai fondi del PNRR per coprire di neveplast le piste, che avrebbe un terribile impatto ambientale e un costo spropositato. Occorre investire sulla tecnologia: cannoni sparaneve hi-tech che consumino meno energie e producano più neve, anche e soprattutto a temperature più elevate. Potenziamento dell’innevamento artificiale dunque, ma anche e soprattutto fondi per la costruzione di nuovi bacini idrici in quota: un aiuto consistente contro la siccità estiva, un prezioso alleato per l’innevamento invernale ma anche e soprattutto un nuovo richiamo per il turismo verde. I laghetti, anche artificiali, richiamano un grande afflusso di turisti, che cercano riparo dall’arsura o praticano la pesca sportiva, e intorno ai quale si può pensare di affiancare rifugi e attrazioni, come giochi per bambini, parchetti tematici, sentieri escursionistici".

"Se si vuole fare industria turistica tutto l’anno non bisogna contrapporre l’Appennino bianco a quello verde: occorre lavorare affinchè tutte le stagioni possano vedere il loro migliore sviluppo. Il Cimone, come le altre stazioni appenniniche, sopravvive grazie al turismo invernale, l’indotto estivo raggiunge circa il 4% di quello invernale. Le stazioni più vituose, quelle del nord Italia, si assestano al 7%. Sarebbe impensabile credere di farcela senza l’indotto neve - chiosa Galloni - La Regione Emilia-Romagna dovrà dunque fare la sua parte, così come siamo sicuri farà il Governo, che è quello del fare: servono fondi per investire e lavorare, aiutiamo la montagna a reggersi sulle sue immense qualità".

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