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Lunedì, 23 Maggio 2022
Politica

La maggioranza approva il Dup, bilancio 2022 da approvare entro febbraio

Approvato il Documento unico di programmazione, le linee strategiche per il post Covid. Cavazza: “Priorità del Pnrr e sostegno agli investimenti”

Il prossimo bilancio comunale del Comune sarà caratterizzato da obiettivi strategici e operativi in grado di cogliere le opportunità offerte dal Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza che prevede investimenti e riforme anche per gli enti locali. Lo prevede il Dup, il Documento unico di programmazione, ricordando le tre priorità strategiche del Pnrr (transizione digitale e innovazione, transizione ecologia, inclusione sociale e riequilibrio territoriale) e precisando che la sua articolazione può diventare uno strumento per “orientare la destinazione delle risorse per poter candidare progetti che possano beneficiare dei finanziamenti del Piano”.

Il Dup è stato approvato dal Consiglio comunale di Modena giovedì 11 novembre con il voto della maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Europa verde – Verdi, Modena civica) e il voto contrario di Lega Modena, Forza Italia, Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia e Movimento 5 Stelle.

Nell’illustrare il provvedimento, l’assessore al Bilancio Gianpietro Cavazza ha annunciato la presentazione in Consiglio comunale a inizio anno della proposta di bilancio triennale 2022-2024 con l’obiettivo di approvarlo entro febbraio in modo “da ridurre al minimo la fase di esercizio provvisorio ed essere così immediatamente operativi per accompagnare la ripresa della città e sostenere gli investimenti, anche per garantire ulteriori opportunità occupazionali al territorio”.

Il Dup conferma il sostanziale consolidamento delle spese per i servizi, allo scopo di assicurarne l’offerta quantitativa e qualitativa, pur con una revisione progettuale “che sappia cogliere l’evoluzione dei bisogni degli utenti anche per effetto della pandemia: servizi flessibili e adattabili alle esigenze dei singoli e delle famiglie, valorizzazione delle competenze di prossimità, attribuzione di una funzione strategia a cultura e istruzione”, oltre che del nuovo welfare.

Tra gli investimenti le priorità riguardano la manutenzione straordinaria del patrimonio comunale (con attenzione all’edilizia scolastica e alla certificazione prevenzione incendi) e la realizzazione degli interventi programmati per il completamento dei progetti di riqualificazione e rigenerazione urbana in corso, insieme al sostegno della mobilità (con lo sviluppo delle piste ciclabili), al consolidamento degli impianti sportivi, all’efficientamento energetico e alla sicurezza della città, con l’ulteriore ampliamento della videosorveglianza.

La programmazione triennale terrà conto delle esigenze di contribuire con quote comunali a eventuali finanziamenti che verranno ottenuti, come è già avvenuto con il Pinqua, il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare che prevede 13 interventi per un valore complessivo di 36 milioni di euro, con un contributo nazionale di circa 15 milioni. Modena ha già presentato richieste di finanziamenti su diversi bandi nazionali: della rigenerazione urbana ad asilo nido e scuole d’infanzia, dalla cultura all’ambiente, fino alla mobilità.

Il dibattito in Consiglio

Il dibattito che ha preceduto l’approvazione del Documento unico di programmazione è stato aperto da Elisa Rossini (Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia) che si è concentrata, in particolare, sulla denatalità “ormai insostenibile” e sulla quale, ha affermato, influisce anche il fatto che “la maternità viene rinviata e vissuta come un peso, e l’enfatizzazione dell’aborto e della contraccezione di emergenza che contribuiscono a far crescere la percezione che la gravidanza sia una malattia invalidante”. Per Rossini, le “famiglie riproduttive tutelate dalla Costituzione sono lasciate sole da questa amministrazione che punta, invece, sulla famiglia fluida e non prevede misure specifiche a favore della natalità”. La consigliera ha commentato anche le sezioni del Dup dedicate alla sicurezza urbana (“le politiche già adottate non sono sufficienti, vanno intensificate le azioni repressive”) e alle politiche tributarie: “Avremmo voluto sentire che il Comune farà di tutto per ridurre la pressione fiscale ma, evidentemente, quella che per noi è una priorità non lo è per l’amministrazione”.

Per Lega Modena, il capogruppo Alberto Bosi è tornato sul tema della denatalità, contro la quale “il Dup non prevede azioni concrete come, per esempio, avrebbe potuto essere il sostegno economico derivante dal fattore famiglia”. Sulla sicurezza urbana, “ci sarebbe voluto il poliziotto di quartiere e l’adozione del taser per la sicurezza della polizia e del territorio”. Troppo “generico”, inoltre, l’impegno per contenere progressivamente il consumo di suolo: “Bisognava stopparlo e puntare su rigenerazione e riqualificazione. Sulle tasse – ha concluso – continueremo a batterci perché diminuiscano quelle locali su famiglie e imprese”. Per Barbara Moretti “il contesto è completamente cambiato ma le strategie dell’amministrazione sono rimaste le stesse a partire da una tassazione che non aumenta solo perché è già al massimo livello. Nel documento – ha aggiunto – c’è solo un elenco di buone intenzioni, ma i problemi non si sono risolti: in particolare sull’ambiente, restano le criticità del nodo idraulico e non si è cambiato approccio neanche sull’inceneritore che continua a inquinare l’aria dei modenesi con i rifiuti provenienti da fuori”. Secondo Giovanni Bertoldi “il Dup avrebbe potuto osare di più, adeguandosi a una situazione che è cambiata. Sulla natalità, avrebbe potuto prendere esempio dalle politiche a favore della famiglia adottate in Francia, mentre in Italia la sinistra ha scelto la politica della sostituzione con gli stranieri, sbagliata e ugualmente costosa”. Per il consigliere, agire a favore delle famiglie significa anche “meno obblighi: le famiglie devono poter decidere sui trattamenti sanitari, come il vaccino anti Covid per i bambini, e sulle scelte educative”. Il Dup è “un corposo libro dei sogni” per Stefano Prampolini che si è concentrato in particolare sul tema della sicurezza, contestando all’amministrazione di non contrastare a sufficienza la criminalità: “Più realismo e meno demagogia aiuterebbero ad affrontare un problema che trova parte della sua origine nell’immigrazione. In Italia c’è la volontà di subire un’immigrazione incontrollata: se gli immigrati portassero ricchezza, i paesi europei se li litigherebbero, invece costruiscono muri per fermarli. Al diritto al viaggio contrappongo il diritto ai confini”.

Per il Pd, Alberto Bignardi ha ribattuto che documenti come il Dup “devono considerare le famiglie che ci sono sul territorio e non solo quelle riproduttive, senza contare che anche le famiglie omogenitoriali hanno figli. Tutte hanno bisogno degli stessi aiuti economici ma anche di altri strumenti di sostegno. La società è più complessa di quella disegnata dalla destra – ha aggiunto – e la città che vorrei è una città che accoglie, considera quello che c’è e cerca di ottenere il meglio con quello che ha”. Marco Forghieri ha messo l’accento sui tempi rapidi di approvazione del Dup “per ottenere il massimo dagli investimenti collegati al Pnrr. Finalmente si torna a guardare a un rilancio e mi auguro – ha aggiunto – che gli interventi anche finanziari del governo a favore degli enti locali tengano conto dei progetti che i Comuni hanno pronti e da far partire”.

Tre i punti di attenzione messi in evidenza da Ilaria Franchini: i giovani, “dai quali è necessario partire, fornendo a tutti gli stessi strumenti perché riescano a formarsi e a inserirsi nel mondo del lavoro”; la valorizzazione delle attività produttive, “che generano occupazione: dobbiamo favorire l’insediamento e l’avviamento di nuove attività, cecando di semplificare la burocrazia, anche per l’accesso alle risorse del Pnrr”; l’innovazione e la digitalizzazione con politiche che abbiano come obiettivo “l’inclusione digitale dei cittadini”. Irene Guadagnini ha esordito ricordando alcuni dati che caratterizzano Modena, come, per esempio un numero di diplomati e laureati superiore alla media italiana e una percentuale di Neet “che ci preoccupa e sulla quale dobbiamo lavorare ma che si ferma al 13 per cento contro il 22 per cento nazionale. Dobbiamo crescere come città ma ricordiamoci i dati da cui partiamo”. Sulla denatalità, che dipende soprattutto “da una mancanza di sicurezze”, Guadagnini ha sottolineato che gli interventi devono avere valenza nazionale, ma il Comune “nei limiti delle sue possibilità sta provando a intervenire, per esempio favorendo il lavoro femminile e la conciliazione attraverso bandi e progetti”. Federica Di Padova è intervenuta, replicando ai consiglieri di Lega Modena, per sottolineare che “gli argomenti in discussione non erano l’immigrazione e la sicurezza, ma quando si trattano questi temi bisogna ricordare che le parole hanno un peso e devono essere scelte con cura, così come le idee sottese a queste parole”.

Gli indirizzi strategici del Dup, ha detto Katia Parisi (Modena civica) inquadrano “una città sempre più smart, vivace e attraente”. Ci sono però alcuni ambiti, ha proseguito, che meriterebbero maggiore risalto: le politiche abitative, “con particolare riferimento all’Agenzia casa che dovrebbe tornare a essere interna al Comune e dotata di risorse umane e finanziarie”; la partecipazione, “valorizzando periferie e quartieri, nei quali andrebbe garantita la presenza di operatori”; il supporto e l’assistenza alle imprese e ai cittadini sulle politiche del Pnrr e sui bonus per l’efficientamento energetico, “attraverso uno sportello smart nell’ottica della massima semplificazione, informazioni e incontri con i cittadini”. Infine, ha concluso Parisi, “va necessariamente rivista la mobilità, soprattutto quella pedonale e in bici”.

Per Paola Aime (Europa verde-Verdi), “la sostenibilità ambientale, anche nelle sue declinazioni economiche, sociali e culturali, dovrebbe essere la guida di ogni politica e strategia operativa; vanno resi concreti gli indicatori dell’Agenda 2030. I cambiamenti indotti dalla pandemia – ha proseguito – offrono anche l’occasione per migliorare la vita delle persone e l’organizzazione dei servizi e della città, ma bisogna saperla cogliere. Servono nuove competenze, visione e coraggio per fare un salto di qualità. Serve non lasciare in eredità alle nuove generazioni un debito ecologico e culturale. Serve che la transizione ecologica trovi applicazione concreta e non faccia rima con fossile e con nucleare”.

Disuguaglianze socioeconomiche e sostenibilità ambientale sono i due temi prioritari per Camilla Scarpa (Sinistra per Modena), sui quali “ci aspettiamo azioni forti nel prossimo bilancio. Tra gli obiettivi strategici del Dup – ha proseguito – questi sono fondamentali: disuguaglianze e non autosufficienza vanno affrontate con politiche specifiche, servono politiche di conciliazione e per l’abitare, in particolare per i giovani; il Pug sarà fondamentale per la rigenerazione urbana e la sostenibilità. Crediamo – ha concluso – che le politiche da attuare debbano avere come faro la redistribuzione della ricchezza in un’ottica di sostenibilità ambientale”.

Per Giovanni Silingardi (Movimento 5 stelle) il contesto è mutato “ma gli indirizzi strategici del Dup sono rimasti gli stessi, anche sui temi centrali, come la denatalità e l’ambiente”. Secondo il consigliere “la mancanza di sicurezze è il problema alla base della denatalità: il lavoro precario dei giovani genera precarietà nelle loro esistenze. Una programmazione diversa spetta al governo e all’Europa, ma mi aspettavo qualche indicazione in più dal Dup”. Sull’ambiente, Silingardi ha richiamato la classifica Ecosistema urbano: “Vista la situazione di Modena, soprattutto per la qualità dell’aria e i rifiuti, ci sarebbero voluti indirizzi più ambiziosi invece il Dup rimane fermo a quelli degli anni precedenti, nonostante già il Pair 2020 prevedesse obiettivi cogenti che invece non sono stati raggiunti. Anche sui rifiuti, avevamo suggerito iniziative ispirate a Comuni più efficienti del nostro, ma non sono state prese in considerazione”.

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