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Martedì, 7 Dicembre 2021
Politica

Insediamento industriale in via Santa Caterina, ok dal Consiglio Comunale

Approvata la delibera per il nuovo insediamento produttivo: a favore maggioranza e M5s, astenuti Lega Modena, FI e Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia. Sarà la continuazione ideale dell'area dei Torrazzi

Nella seduta di giovedì 14 ottobre il COnsiglio Comunale di Modena approvato con il voto a favore della maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Modena civica e Verdi) e del Movimento 5 stelle, oltre all’astensione di Lega Modena, FI, Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia, la delibera che, riconoscendo un prioritario interesse pubblico nell’intervento del Pip Santa Caterina, conferisce il mandato al rappresentante del Comune di procedere alla stipula della proposta di Accordo di programma tra Comune, Provincia e Cap (Consorzio attività produttive aree e servizi) e, contestualmente, di approvare il Piano di insediamento dell’area produttiva Santa Caterina.

Insieme all'Accordo di programma per la realizzazione del Pip Santa Caterina in variante agli strumenti urbanistici si approva anche il vincolo preordinato all’esproprio, in un’area di circa sei ettari, quale estensione del comparto Torrazzi esistente.

“La proposta di accordo per il Pip Santa Caterina – ha spiegato l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli illustrando la delibera – è il frutto della volontà di mantenere una regia pubblica nello sviluppo della città per ciò che riguarda l’ampliamento del produttivo, eredità importante che ci arriva dal passato. Attraverso i Pip – ha proseguito – le Amministrazioni decidono come deve avvenire lo sviluppo, in modo ordinato, evitando la dispersione produttiva o il non corretto inserimento nel contesto, e introducono novità tecniche e di promozione per favorire, da un lato, la qualità ecologico-ambientale delle nuove aree, con l’adozione di misure volte a mitigare gli impatti delle trasformazioni che anticipano alcuni contenuti del Pug (vasche di laminazione, giardini della pioggia, varco verde dalla campagna alla città) e, dall’altro lo sviluppo di alcuni settori produttivi, in particolare quelli già insediati nel comparto Torrazzi”. Tra le condizioni per le assegnazioni dei lotti, sono già previste infatti dall’accordo una serie di premialità e priorità a chi si impegnerà ad attuare progettazioni edilizie innovative e attente alla sostenibilità ecologico-ambientale, energetica e climatica, con il mantenimento a verde di una superficie pari almeno al 20 per cento di quella complessiva. Le destinazioni previste in via prioritaria sono produttivo industriale e artigianale legato ai settori dell’automotive, meccanica, meccatronica, elettronica, informatica, robotica e biomedicale, ma anche impianti di produzione di macchine agricole e per le trasformazioni dei prodotti agroalimentari, oltre a laboratori per la ricerca e innovazione delle due filiere, cui viene riservata una quota significativa degli spazi, per una superficie non inferiore a 5 mila metri quadrati. Attenzione sarà, inoltre, posta all’offerta di progetti formativi professionali rivolti a categorie di lavoratori deboli e all’inserimento di giovani o disoccupati.

L’assessora Vandelli ha poi precisato che l’operazione prende le mosse da una forte domanda del settore economico: “Come Comune abbiamo predisposto l’Atlante delle aree produttive – ha affermato – dal quale emerge una carenza di aree e immobili per i comparti produttivi specializzati, che necessitano di ambienti di dimensioni significative e di collegamenti celeri, grazie alla vicinanza con i principali assi della mobilità e con la ferrovia”.

L’accordo prevede l’ampliamento e completamento del comparto Torrazzi su un’area di circa 6 ettari, con capacità edificatoria del 50 per cento, inserita nella programmazione degli interventi per la fase transitoria verso il Pug. Per la rigenerazione dei Torrazzi, il Cap contribuirà con progetti di valorizzazione, facendosi carico di un investimento intorno ai 200 mila euro, e sosterrà ulteriori oneri pari a 750 mila euro per la realizzazione di parcheggi pubblici a servizio dell’area produttiva, per l'acquisizione delle aree e come contributo alla realizzazione della rotatoria.

Dopo la prima fase istruttoria della Conferenza preliminare dei servizi e l’approvazione della proposta di accordo da parte del Consiglio comunale, seguirà ora la stipula della proposta di accordo di programma e il deposito della stessa per 60 giorni, per la raccolta di eventuali osservazioni. Se nella fase istruttoria finale l’accordo non sarà oggetto di modifiche sostanziali, l’attuale approvazione varrà come assenso alla stipula di Accordo di programma, senza ulteriori passaggi in Consiglio comunale.

Annunciando il voto a favore, Giovanni Silingardi (Movimento 5 stelle) l’ha motivato sottolineando il valore della regia pubblica e “l’attenzione alla progettualità e in particolare alla sostenibilità ambientale-ecologico-climatica. I villaggi artigiani sono un’eredità; quello che dobbiamo fare è renderli il più sostenibili possibile: bene, quindi, i focus su mobilità elettrica, energie rinnovabili, verde. Vigileremo – ha aggiunto – perché le premialità previste siano giustificate da interventi non di facciata ma efficienti sul piano energetico”.

Diego Lenzini (Pd) ha ricordato che quello del Pip di Santa Caterina “è una delle poche programmazioni entrate nella fase transitoria e che, pur ereditata dal passato, sta assumendo vesti diverse”. Per il consigliere, l’intervento va nella direzione di una Modena “attrattiva e dinamica, che possa crescere anche dal punto di vista delle imprese, cercando, però, di attirare nel nostro territorio quelle a più alto valore aggiunto e più sostenibili. Questo, dunque, è un passaggio importante, anche dal punto di vista simbolico e spero che si possa mantenere questa linea sulle aree per fare impresa anche per il futuro”.

In dichiarazione di voto, Vincenzo Walter Stella (Sinistra per Modena) ha affermato di apprezzare in particolare, nella delibera, “l’uso razionale del suolo, il rispetto per l’ambiente e il supporto alla mobilità dolce. È un bene – ha proseguito – la rivisitazione delle aree produttive tenendo conto delle nuove tecnologie e attribuendo una valenza mista, integrata da servizi e attività di prossimità”. 

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