Ztl allargata, più "zone 30" e ciclabili: approvato il Piano per la Mobilità sostenibile

La Giunta ha adottato il PUMS: obiettivo a dieci anni è trasferire dall’auto privata alla bici almeno l’8% degli spostamenti. Tanti progetti in cantiere

Un esempio di "casa avanzata" per i ciclisti

Qualità dell’ambiente, vivibilità della città e sicurezza stradale. Utilizzo dell'auto privata contrapposto alla mobilità dolce, ciclabile e pedonale. Sono questi i principali temi del Piano urbano della mobilità sostenibile, il Pums, adottato nei giorni scorsi dalla Giunta del Comune di Modena su proposta dell’assessora all’Ambiente e alla Mobilità sostenibile Alessandra Filippi, dopo la presentazione in Commissione consiliare e dopo un percorso partecipato e di analisi approfondita dell’esistente che ha visto, nel 2016, l’approvazione delle Linee di indirizzo e a dicembre 2018 quella del Documento preliminare e del Rapporto preliminare ambientale. Con l’adozione decorrono i termini per presentare le osservazioni, dopo di che, nei prossimi mesi, il Piano, che è stato illustrato oggi, lunedì 1 aprile, insieme al sindaco Gian Carlo Muzzarelli, al Tavolo comunale per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, sarà presentato al nuovo Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.

Il Pums indica tre orizzonti temporali di riferimento per realizzare le diverse azioni: breve, a due anni (2022); medio, a cinque anni; lungo a dieci anni (2030), ed è uno strumento dinamico che ammette margini di flessibilità rispetto alle scelte che contiene nel caso in cui, nell’arco di tempo considerato, vi siano modifiche rilevanti al contesto dovute, per esempio, a interventi infrastrutturali regionali e nazionali che modifichino l’assetto della mobilità sul territorio o la realizzazione di interventi urbanistici in grado di mutare significativamente le funzioni, la qualità e l’attrattività di parti della città.

Obiettivo "città 30" con ciclabili e Ztl allargata

Per incentivare la mobilità dolce e puntare all’obiettivo della “città 30” nel 2030, il Pums prevede di completare il sistema dei percorsi ciclabili, di realizzare nuove zone 30, di ampliare sia la Zona a traffico limitato sia le aree pedonali. In corso di realizzazione o da completare nel breve periodo (entro il 2022) sono, dunque, oltre alla cosiddetta Diagonale, i tratti Tabacchi-Cabassi, Amundsen-Polo-Comparto ex laboratori, Conad-Zanfi e Zanfi-Rosmini sulla dorsale Emilia ovest; i tratti Caduti sul lavoro-Folloni e Fossalta-Scartazza sulla dorsale Emilia est; il tratto di San Cataldo sulla dorsale Montecuccoli-San Cataldo-Ganaceto; il tratto Adria-Buon Pastore sulla dorsale Amendola-Cognento; il tratto Due Canali-Crocetta sulla dorsale Gronda nord-Nonantola; il tratto di via Finzi sulla dorsale Modena nord.

Tra le proposte per migliorare la ciclabilità e la sicurezza dei ciclisti, per le ciclabili in sede stradale, anche la creazione delle “case avanzate” per i ciclisti: uno spazio riservato alle biciclette davanti alle linee di “stop” per le auto che permette ai ciclisti di attraversare l’incrocio per primi nel momento in cui scatta il verde, rendendosi più visibili alle auto e riducendo l’esposizione ai gas di scarico.

L’estensione delle “zone 30” completa e integra gli interventi sulla rete ciclabile e amplifica la percezione che l’area interessata sia a prevalente vocazione residenziale, con conseguente riduzione del traffico di attraversamento. Nel comune di Modena esistono già 107 chilometri di strade con velocità massima consentita di 30 Km/h (24 dei quali in centro). Il Pums propone nel breve termine, cioè entro il 2022, la realizzazione di oltre 30 chilometri nelle zone individuate come prioritarie che sono Bortolotti, Cannizzaro, Cittanova, Corni-Cattaneo, De’ Gavasseti, Forlì-Faenza, Gransci, La Spezia, Luosi-Marconi, Sacca Ovest, Torrenova. Collegate alle zone 30 ci sono anche quelle che il Pums definisce come “zone quiete” da realizzare entro un raggio di circa 300 metri intorno agli istituti scolastici, soprattutto le scuole primarie. Grazie alla pedonalizzazione della viabilità circostante e l’istituzione di Ztl, anche solo temporanee in corrispondenza con gli orari di ingresso e di uscita degli alunni, i bambini potranno percorrere a piedi o in bici almeno “l’ultimo miglio” verso la scuola in una zona interdetta al traffico delle auto.

L’estensione della Zona a traffico limitato prevede di passare dai circa 750 mila metri quadrati attuali, che coprono una parte del centro storico, a oltre un chilometro quadrato nel breve periodo per arrivare come obiettivo, alla scadenza del Pums a coprire il 94 per cento del centro storico (che si estende per 1,2 chilometri quadrati). La prima fase di espansione (già ipotizzata nel piano sosta del 2006 e poi posticipata) riguarda la cosiddetta “addizione erculea” che comprende l’area a nord fino ai viali Monte Kosica, Crispi e Caduti in guerra. Nel medio periodo, a cinque anni, si propone un ulteriore ampliamento corrispondente all’area del parco Novi Sad, con i varchi per raggiungere il parcheggio del centro. Il Pums propone, inoltre, nel lungo periodo uno studio per valutare la fattibilità di un terzo ampliamento della Ztl sull’area del Parco delle Mura, da realizzare in un momento successivo, che porterebbe la Ztl a coincidere con il centro storico.

Sulle nuove aree pedonali il Pums fa un elenco di proposte, non normativo e nemmeno esaustivo, da realizzare in seguito a un percorso di condivisione e concertazione. Le ipotesi di pedonalizzazione puntano a valorizzare contesti storici, corridoi a elevata frequentazione pedonale, luoghi di aggregazione, ambiti commerciali e di riqualificazione. La maggior parte delle aree previste sono in centro: tra queste largo porta Sant’Agostino, le vie Santa Maria delle Assi, Gallucci, Sant’Eufemia, dei Servi; piazzetta de Servi, piazzale Torti e piazzale Boschetti, ma anche via Farini e via Sgarzeria. Sono previste però ulteriori aree pedonali nell’area dell’ex Amcm (per 15 mila metri quadri), piazza Gorrieri e piazza Pucci nell’area di sviluppo del progetto Periferie.

Parcheggi e colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici

Il Pums è stato sviluppato in sinergia con il Piano urbanistico generale, in fase di redazione, per integrarsi fortemente con le politiche urbane in modo che pianificazione urbanistica e mobilità sostenibile possano interfacciarsi. E sono divere le previsioni legate alla mobilità previste nel nuovo Regolamento urbanistico edilizio (Rue) la cui adozione è in programma nel Consiglio comunale di giovedì 4 aprile, dalla riorganizzazione del sistema dei parcheggi alla previsione di posti bici, dai depositi protetti per biciclette private e in sharing alle nuove colonnine di ricarica per i mezzi elettrici.

Per le nuove costruzioni e i progetti di riqualificazione, il Rue prevede inoltre una dotazione di parcheggi per le biciclette (per esempio, per le abitazioni, due posti bici per ogni abitazione fino a 75 metri quadri), che devono essere coperti se collocati all’aperto. Ogni venti posti bici realizzati in aree di pertinenza, deve essere predisposta anche una colonnina di ricarica per le bici elettriche. Se i posti bici non sono relativi ad alloggi residenziali possono essere in parte, fino a una percentuale del 30 per cento, destinati al bike sharing.

È prevista inoltre l’installazione di colonnine per la ricarica elettrica per tutte le categorie funzionali, nei nuovi interventi, nelle sostituzioni edilizie e nelle ristrutturazioni; le autorimesse dovranno avere l’impianto di rete e alimentazione con predisposizione all’attacco per l’alimentazione delle auto elettriche, e anche i posti auto privati a uso pubblico e i parcheggi pubblici dovranno avere una colonnina di ricarica elettrica ogni 50 posti auto. Il Rue prevede anche che le aree dei distributori dismessi, previa bonifica, possano essere riconvertiti ad aree di parcheggio, car e bike sharing, ricarica auto e bici elettriche.

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