Venerdì, 23 Luglio 2021
Politica

Articolo Uno a difesa dei Riders: "Modena approvi la Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale in città"

Articolo Uno solleva in Consiglio Comunale la questione riders: “Riteniamo che le modalità d’inquadramento e le condizioni dei fattorini s’inseriscano nel contesto più ampio dello sfruttamento della precarietà lavorativa"

I diritti del lavoro vedono in queste settimane protagonisti i riders, ovveri i giovani che lavorano per multinazionali del digitale consegnando cibo a domicilio e usando come mezzo di trasporto la bicicletta. Erano stati accolti due settimane fa dal ministro del lavoro  e oggi la questione sarà discussa in consiglio comunale, con un'ordine del giorno recante il titolo: “Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano”.

Spiegano da Articolo UNO-MDP/Per me Modena: "Come gruppo consiliare Articolo UNO-MDP/Per me Modena, riteniamo che la condizione in cui si trovano i fattorini, detti anche “riders”, sempre più numerosi anche a Modena, che effettuano la consegna dei pasti a domicilio su richiesta, sia emblematica della ormai diffusissima precarietà del lavoro e, in particolare, dei cosiddetti “nuovi lavori” generati dal modello economico che va sotto il nome di “gig economy”.

Tale modello, ormai presente in molti settori di attività, vede soggetti economici forti e organizzati utilizzare moderne tecnologie informatiche che offrono la possibilità di eliminare l’intermediazione tradizionale e i costi che questa impone alle relazioni economiche? e sociali, permettendo l’incontro diretto tra produzione e consumo a discapito di garanzie, tutele e diritti fondamentali dei lavoratori, con conseguente aumento delle disuguaglianze economiche e sociali, compressione della domanda interna e dell’economia nazionale, rendendo il lavoro sempre più svalorizzato, precario e sottopagato, privando così le persone del riconoscimento della propria funzione nella società. Tutto ciò, secondo noi, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini ed impedendo il pieno sviluppo della persona umana e la sua effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Riteniamo che le modalità d’inquadramento e le condizioni dei fattorini s’inseriscano nel contesto più ampio dello sfruttamento della precarietà lavorativa- ha motivato Marco Malferrari, primo firmatario dell’Odg, a nome del gruppo consiliare - Con il nostro Ordine del giorno, intendiamo impegnare l’Amministrazione comunale di Modena a contribuire al miglioramento delle loro condizioni, ma anche a sollecitare le Istituzioni locali, nazionali e sovranazionali, perché non si lasci che lo sviluppo di più moderne ed efficienti tecnologie permetta la crescita delle disuguaglianze economiche e sociali e si rendano quanto prima sostenibili i modelli organizzativi dettati dall’innovazione tecnologica per tutti i soggetti coinvolti, nella consapevolezza della necessità che a tutti i cittadini vengano riconosciuti il diritto ad un lavoro dignitoso e le condizioni che rendano effettivo questo diritto”.

La Carta tra gli altri punti prevede: 

1.   sottoscrivere la “Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano” come primo passo per favorire e facilitare un successivo processo di regolamentazione e in attesa di ulteriori provvedimenti governativi come quelli annunciati a mezzo stampa;

2.   sollecitare il livello nazionale, ma anche le Istituzioni locali per quanto di loro competenza, ad approvare provvedimenti che riducano la precarietà del lavoro, adeguando a questo fine anche l’attuale legislazione per coloro che lavorano nel variegato mondo dei servizi a richiesta, riconoscendo a questi lavoratori, nuovi diritti e maggiori tutele, tra cui un’adeguata forma di copertura previdenziale, non espressamente prevista dalla citata Carta di Bologna e un’adeguata formazione;

3.   avviare un confronto, all’interno del tavolo comunale per una crescita intelligente, sostenibile, inclusiva e sulle nuove forme di lavoro, coinvolgendo le parti sociali interessate operanti nella nostra città e i lavoratori.

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