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Caos primarie Pd, il consigliere Artioli inizia lo "sciopero della militanza"

Il vicecapogruppo in consiglio comunale ritira la propria disponibilità a prestare servizio alle feste di partito e riduce al minimo la quota versata nelle casse Pd per la sua attività in Municipio

Ha ritirato la propria disponibilità a prestare servizio alle feste del partito e ha ridotto la quota versata nelle casse del Pd per il suo ruolo da consigliere comunale. Sono queste le decisioni assunte da Enrico Artioli, vicecapogruppo Pd in consiglio comunale a Modena, in seguito al caos primarie scoppiato la scorsa settimana per il voto del seggio stranieri in via Padre Candido. Come riportato dall'agenzia giornalistica Dire, si tratta di due gesti simbolici comunicati ai colleghi attraverso una lettera dettagliata tramite cui Artioli ha voluto "dare un segnale politico di dissenso" per gli episodi accaduti durante la campagna elettorale e, in particolare, per la "gestione del caso stranieri dalla dirigenza del partito".

Secondo il vicecapogruppo, i segretari, cittadino e provinciale del Pd, hanno avuto "maggior preoccupazione di difendere un risultato numerico che di fare chiarezza", ignorando "quanto successo e senza una sufficiente volontà di fare chiarezza sull'accaduto". Ma quanto accaduto al seggio 2 non è tutto, perché Artioli accenna anche ad un clima elettorale pesante e addirittura a pressioni sui consiglieri per votare uno dei candidati, e di altri membri del Consiglio che ora "hanno paura di ritorsioni". Episodi "non provabili", specifica il consigliere "ma riportati da molti", e comunque indice di un approccio sbagliato alla campagna elettorale.

Una "stupidità e imbecillità politica", quella con cui si sono gestite le primarie e il post primarie, secondo quanto scrive Artioli che si è spinta "oltre la misura della normale competizione", arrivando "fino alle offese personali", senza che nessuno dei candidati "si sia preso la responsabilità di stoppare le tifoserie". In conclusione, Artioli non ha apprezzato "la scelta di alcuni colleghi consiglieri di appoggiare apertamente la candidatura di Muzzarelli dividendo in due il gruppo", e ritiene determinati comportamenti forieri di "spaccature e divisioni insanabili", che aprono la strada "ai grillini".

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