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Martedì, 23 Aprile 2024
Politica

Italpizza, il M5S chiede al Governo di inviare ispettori nello stabilimento

La deputata Ascari fa sue le denunce dei SI Cobas anche per l'impresa con sede a San Donnino. E la Cgil abbandona il tavolo sindacale

“Il governo Draghi convochi tavoli aziendali per risolvere la vertenza Italpizza”. Firmato: Stefania Ascari. La deputata modenese del MoVimento 5 Stelle ha interrogato sulla vicenda i ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro.

Ascari parte dalle richieste avanzate dal sindacato Si Cobas in Prefettura per domandare maggiori garanzie per i lavoratori in fatto di sicurezza e tutele. “È fondamentale che l’azienda non soffra alcuna crisi aziendale - rimarca la deputata M5S - e che si trovino risposte per i circa 250 lavoratori in appalto presso Aviva. Servono stipendi adeguati: non è possibile vi siano lavoratori che percepiscono 1.200 euro lordi mensili per 173 ore di lavoro. I ritmi di lavoro sono aumentati vertiginosamente, molto al di sopra di ogni limite di sicurezza”.

In tal senso, la parlamentare pentastellata chiede ai ministeri competenti l’invio di ispettori del Lavoro per osservare il rispetto delle norme di sicurezza e tutela dei lavoratori. Allo stesso modo, Ascari domanda la convocazione di tavoli dedicati a Roma per trovare una soluzione ai problemi denunciati dal sindacato.

“Il Si Cobas ricorda gli annunci per cui a gennaio 2022 tutti i lavoratori in appalto sarebbero stati assunti in maniera diretta - conclude Ascari - applicando contratti alimentari o di logistica, a seconda dei reparti. Il sindacato denuncia però che Italpizza ha investito decine di milioni di euro, non per adeguare i contratti, ma per robotizzare le linee di produzione e confezionamento. Sarebbe un modo per liberarsi dei salari percepiti dai lavoratori in carne e ossa: tutto ciò sarebbe inaccettabile”.

VIDEO | "Interposizione illecita di manodopera", 50 lavoratori denunciano Italpizza

Ad agitare ulteriormente le acque arriva anche la rottura del tavolo di trattativa da parte della Cgil, nell'ambito dell'incontro svoltosi oggi per fare il punto sul percorso di reinternalizzazione previsto dall’accordo del 17 luglio 2019 di tutte le attività e di tutti i lavoratori afferenti all’appalto Evologica.

"Nell’incontro l’azienda, pur dichiarando di voler rispettare integralmente l’accordo sul trasferimento, ha però posto una serie di richieste che per la Cgil sono inaccettabili, chiedendo infatti ai lavoratori ulteriori sacrifici ed arrivando addirittura a discriminare i lavoratori che, alla data della reinternalizzazione dell’appalto il 31.12.2021, saranno in malattia, in maternità, in infortunio, e altro. Inoltre, l’impresa chiede un accordo contestuale per derogare su orario e organizzazione del lavoro previsti dal contratto nazionale dell’industria alimentare, a partire dal 1° gennaio 2022", attacca il sindacato.

“I lavoratori hanno già fatto in questi anni sacrifici a sufficienza, e adesso è il momento che sia l’impresa a dare, senza chiedere in cambio nulla” affermano Cesare Pizzolla (segreteria Cgil), Laura Petrillo (Filcams/Cgil), Marco Bottura (Flai/Cgil) e Samantha Sapiente (Filt/Cgil). La prossima settimana saranno indette le assemblee per informare i lavoratori e proclamare lo stato di agitazione con le prime iniziative di mobilitazione. “L’azienda deve capire che ha di fronte delle persone in carne e ossa e non dei numeri! E che il ruolo dell’impresa non è solo quello di garantire utili all’azionista, ma anche redistribuire una parte della ricchezza verso coloro che quelle ricchezze le producono” affermano i sindacalisti della Cgil.

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