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Condotta dei docenti nelle scuole cattoliche: "Muzzarelli revochi i finanziamenti"

Uaar Modena, Arcigay Modena, Orgoglio Bisessuale: "Scandaloso che il Comune continui a foraggiare le scuole cattoliche che discriminano sulla base dell’orientamento sessuale"

Alcune associazioni modenesi intervengono ad un mese dalla pubblicazione del documento della Congregazione per l'Educazione Cattolica denominato “L'identità della Scuola Cattolica per una cultura del dialogo”, che contiene una serie di indicazioni e riflessioni circa la missione dell'educazione cattolica, fornendo nel concreto alcune indicazioni pratiche per le scuole paritarie.

Ad intervenire sono il coordinatore del Circolo UAAR di Modena Enrica Berselli, ill Presidente di Arcigay Modena Matthew Shepard Francesco Donini e dal referente locale del collettivo Orgoglio Bisessuale Tommaso Mori: nel mirino il punto specifico dove il documento del Vaticano indica la possibilità di licenziare i docenti che non si attengano alla dottrina cattolica. 

Sui legge nel documento: "È necessario, perciò, che la scuola stessa, seguendo la dottrina della Chiesa, interpreti e stabilisca i parametri necessari per l’assunzione degli insegnanti. Questo criterio riguarda tutte le assunzioni, comprese quelle del personale amministrativo. L’autorità competente, quindi, è tenuta ad informare dell’identità cattolica della scuola coloro che sta per assumere e le sue implicazioni, così come la loro responsabilità di promuovere tale identità. Qualora la persona assunta non si attenga alle condizioni della scuola cattolica e della sua appartenenza alla comunità ecclesiale, la scuola prenda le misure appropriate. Può essere disposta anche la dimissione, tenendo conto di tutte le circostanze del singolo caso. I docenti devono distinguersi per retta dottrina e per probità di vita (cfr. can. 803 §2 CIC e can. 639 CCEO) nella formazione delle giovani generazioni. I docenti e il personale amministrativo che appartengono ad altre Chiese, comunità ecclesiali o religioni, nonché quelli che non professano alcun credo religioso, dal momento dell’assunzione hanno l’obbligo di riconoscere e di rispettare il carattere cattolico della scuola".

"Niente di sorprendente, sia chiaro - dichiara Berselli, Coordinatore UAAR Modena - ma è inaccettabile che tali scuole ricevano cospicui finanziamenti ogni anno da parte dell’amministrazione comunale. L’interruzione immediata dei finanziamenti e la revoca delle convenzioni a tutte le scuole private paritarie sarebbe il minimo sindacale da parte di un Comune che ha reinterpretato in maniera fantasiosa e clericale il concetto "senza oneri per lo Stato" stabilito all'art. 33 della Costituzione".

Da qui l'appello al sindaco Gian Carlo Muzzarelli, cui le associazioni hanno scritto una lettera e chiesto che vengano interrotti i finanziamenti comunali e revocate le convenzioni con le scuole private paritarie che non metteranno per iscritto l'impegno a non discriminare dipendenti sulla base di modelli di vita non coerenti con il catechismo.

"Auspichiamo che il Comune di Modena, che ha scelto di portare avanti e di difendere la sua adesione alla Rete R.E.A.D.Y. contro le discriminazioni, possa continuare a dimostrarsi coerente con questi principi fondamentali - dice Donini - La scuola che riceve finanziamenti pubblici non è un luogo privato con le sue regole, è un luogo pubblico che non può esimersi dal rispettare in quanto tale i diritti civili e umani delle persone che vi appartengono". "

La legge n.62 del 10 marzo 2000 stabilisce che le scuole paritarie svolgano servizio pubblico e che l'insegnamento debba essere improntato ai princípi di libertà stabiliti dalla Costituzione - ricorda Mori - È inaccettabile finanziare enti che violano tale norma al fine di compiere discriminazioni verso categorie già marginalizzate. Se questa vuole essere la Scuola Cattolica, di sicuro non può essere finanziata da soldi pubblici".

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