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Fecondazione eterologa, alt delle associazioni: “Un rischio, un'ingiustizia e un costo”

Dura critica del movimento pro-life e dei medici cattolici nei confronti della pratica autorizzata dalle recenti norme nazionali. Redatto un documento inviato a politica e sanità: “Chiediamo che la fecondazione eterologa non sia ammessa sul suolo nazionale”

Le associazioni pro-life del territorio modenese si sono date appuntamento stamani per un convegno sul delicato tema della fecondazione eterologa, cui la legge italiana ha dato un nuovo quadro di riferimento, avviando di fatto la pratica nelle strutture pubbliche e private. Scienza&Vita e le altre associazioni hanno voluto lanciare un segnale di allarme a politici e sanitari in merito ad una pratica che considerano “lesiva dei diritti dei bambini e porta alla produzione di orfani per legge dello Stato”.

Una critica profonda che è stata condensata in un documento (scaricabile qui) pensato come strumento di divulgazione che poggia su basi scientifiche solide, dove si esplorano i rischi connessi alla fecondazione eterologa in appositi capitoli che prendono in considerazione gli aspetti medico-tecnici, legislativi, sociologici antropologici e politico-economici.
 
“In nome di un’ideologia materialista che vede l’essere umano come una “cosa” ci si approfitta dei reali problemi delle coppie sterili, e si propongono come soluzione provvedimenti ingiusti per il nascituro, futuro cittadino si legge nella nota delle associazioni - Il “figlio eterologo” non potrà conoscere il suo genitore biologico: ad esso viene strappato da una “tecnica” per tanti versi ancora poco studiata, ma sicuramente pericolosa per gli stessi donatori e per la coppia ricevente, come abbiamo spiegato nel nostro documento, scientificamente rigoroso”

"Insistiamo perché lo Stato intervenga per abolire le cause profonde che ostacolano il diventare genitori: che combatta l’accesso tardivo al mondo del lavoro e le scarse tutele per la maternità nel nostro paese, che finanzi la ricerca sulle cause mediche di infertilità, e che migliori l’accesso alle adozioni, che vivono un momento di reale emergenza. La regione Emilia Romagna e l’AUSL di Modena dicano NO alla fecondazione eterologa, e chiedano che queste pratiche non siano permesse sul suolo nazionale. Qualora si decidesse di procedere comunque crediamo sia giusto informare in modo adeguato i cittadini, in particolare donatori e riceventi, dei rischi possibili insiti nella procedura, eliminare l’anonimato dei donatori, limitare il numero delle donazioni possibili da parte dello stesso donatore enon incoraggiare tali pratiche mediante strategie atte a favorire le donazioni”.

Firmatari dell'appello sono: Associazione “Scienza & Vita”, Istituto “La Casa” onlus, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII – Modena, Centro di Bioetica “G. Moscati”, Associazione Medici Cattolici Italiani, Centro di Aiuto Alla Vita - Sassuolo, Centro Culturare Cattolico “Il Faro”, Associazione Culturale “Nuovo Emporio Cattolico Totus Tuus”.

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