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Aumentano i contratti a tempo indeterminato, ma calano le assunzioni

Posti di lavoro più sicuri, ma sempre meno a poter lavorare. Sembra questa la sintesi dei dati sull'occupazione presentati dal Comune che hanno però creato divergenze di valutazione tra le forze politiche e la Cgil

Crescono i contratti a tempo indeterminato a Modena? La Cgil 'corregge' sull'aggiornamento presentato oggi in Consiglio comunale dalla giunta Muzzarelli. "I dati presentati questo pomeriggio dall'assessore al Lavoro del Comune di Modena Caporioni, in risposta ad una interrogazione relativa alle ricadute sul territorio del Jobs Act, vanno maneggiati con cura - precisa Claudio Riso della segreteria della Cgil locale - come conferma il continuo balletto di dichiarazioni e smentite a cui assistiamo negli ultimi mesi, ogni qualvolta Istat e Inps comunicano i dati su assunzioni e disoccupazione".

Nei mesi di marzo e aprile 2015, nel territorio di competenza del Centro per l'impiego di Modena, sono stati 550 i posti di lavoro trasformati da tempo determinato a tempo indeterminato, con un aumento del 57,1% rispetto allo stesso periodo del 2014, quando le trasformazioni erano state 350. Se Caporioni, rispondendo all'interrogazione del consigliere di minoranza Antonio Montanini (Cambiamodena), ha chiosato che "è ancora prematuro parlare di inversione di tendenza sul piano occupazionale", per l'amministrazione e' un fatto che crescano "i contratti a tempo indeterminato".

Il dato sui posti fissi è positivo anche se, ha aggiunto l'assessore di Sel, che pure ha elencato tutte le misure per la ripresa adottate dalla giunta negli ultimi mesi, "rispetto al 2014 si è registrata, nello stesso ambito territoriale, una diminuzione complessiva delle assunzioni pari al 2,4%". La tipologia di contratto piu' usata "rimane ancora il tempo determinato: sono in aumento i contratti di lavoro domestico e occasionale, mentre calano quelli di apprendistato, intermittente e a progetto", ha continuato Caporioni.

Per la Cgil, in ogni caso, "i nuovi contratti non sono nuovi assunti e il contratto a tutele crescenti e' un inganno per i lavoratori". Citando gli scioperi e i presidi a tema insieme con la Uil in programma il 26 maggio, Riso conclude alla luce dei numeri modenesi: "E' ancora troppo presto per poter valutare gli effetti del Jobs Act sui numeri dell'occupazione, che comunque non potranno aumentare sensibilmente senza interventi strutturali sull'economia fatti di risorse e investimenti e senza politiche industriali".

(DIRE)

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