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Inceneritore ancora “più efficiente”, si riaccende lo scontro

Le nuove normative fanno lievitare il livello di efficienza energetica del termovalorizzatore modenese, che era valso la qualifica di impianto R1. Per i comitati è il preludio ad un incremento di rifiuti e sollecitano la Provincia a convocare l'assemblea pubblica

Come era già nell'aria, la revisione della normativa a livello nazionale, dovuta al Decreto ministeriale 19/8/2013, ha permesso all'inceneritore di via Cavazza di compiere un ulteriore balzo in avanti nel riconoscimento di un alto valore di efficienza energetica. Si tratta di una semplice differenza di calcolo matematico: con l'inserimento di un nuovo parametro climatico, l'efficienza passa da 0,627 a 0,867. Il fattore climatico KC è stato introdotto affinché i valori dell’efficienza energetica possano tener conto delle differenti condizioni climatiche del nostro Paese rispetto a quelli nord-europei. Tale fattore KC è stato ottenuto utilizzando le temperature medie del trentennio 1983-2012, sulla base dei dati ufficiali della stazione meteorologica più prossima (quella di Bologna) forniti dall’Aeronautica Militare. 

Il  risultato del calcolo è stato effettuato sul periodo giugno 2012-maggio 2013 e certificato con perizia di un ingegnere esperto del settore, ma non andrà a modificare il regime normativo a cui è sottoposto l’impianto di Modena, già classificato come impianto di recupero R1 dalla ormai famosa determina ferragostana.

Ma, come era prevedibile, anche il semplice aggiornamento matematico è riuscito a portare discordia, rimettendo sul tavolo le promesse di mantenimento degli attuali livelli di incenerimento fatte da Hera e lo scetticismo di comitati e forze politiche contrarie all'impianto. “Come facciamo a credere che Hera non insista per salire a 240.000 tonnellate all'anno da bruciare dalle 180.000 all'anno che brucia adesso? - si chiede ancora una volta Vittorio Ballestrazzi di modenasaluteambiente.it - L'autorizzazione, rilasciata dalla Provincia di Modena, ce l'ha già ed ha anche un'autorizzazione per una rete di teleriscaldamento dal costo di 25 milioni di euro che si basa proprio sull'avvio della terza linea. Tutti i tasselli si stanno componendo”.

L'ex grillino insiste poi sul tema della consultazione popolare depositata in Provincia: “La parola su questi argomenti deve essere data ai cittadini. Il Presidente Sabattini ha sul tavolo la richiesta di Consultazione Popolare prevista dallo Statuto della Provincia. Convochi le assemblee, quelle non convocate prima della determina di ferragosto e, se i cittadini lo chiederanno, revochi l'autorizzazione alla terza linea”, conclude Ballestrazzi che invita poi i modenesi ad una mail campaign rivolta al Presidente Sabattini affinchè indica le assemblee popolari.

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