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Autodromo di Marzaglia, Sitta: "Problema politico, non tecnico"

La dichiarazione dell’assessore Daniele Sitta:“Aspettiamo le valutazioni del gruppo tecnico sul rispetto delle prescrizioni di carattere ambientale senza che qualcuno cerchi di condizionarli”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ModenaToday

Non entro nel merito degli aspetti tecnici relativi alla pista di Marzaglia. È in corso da alcuni mesi una valutazione del gruppo tecnico incaricato della Via ( Valutazione Impatto Ambientale) sul rispetto delle prescrizioni di carattere ambientale, a suo tempo stabilite per la costruzione dell’impianto motoristico. Lascio ai tecnici svolgere con tranquillità il loro lavoro professionale auspicando che altrettanta serenità sia loro garantita da chi, quotidianamente, sulla stampa lancia accuse e anatemi anche al fine di condizionarne l’atteggiamento.

Mi preme solo precisare che l’impianto licenziato dalla Via prevedeva cinque piste, e più precisamente un anello esterno e quattro piste speciali interne. Se è vero che l’anello esterno è stato allungato rispetto alla previsione iniziale, per motivi tecnici, senza comunque modificare i confini dell’impianto, è altrettanto vero che le quattro piste interne non sono state, per ora, realizzate e che sicuramente saranno fortemente ridotte rispetto al progetto iniziale. Una parte degli spazi è stata infatti inibita dalla vasche di laminazione delle acque imposte dalle prescrizioni di Via. Quindi l’impianto oggi non ha nessun carico urbanistico maggiore di quello licenziato dalla Via e, anzi, il numero di automezzi che potranno essere contemporaneamente presenti sulla struttura è inferiore a ciò che fu inizialmente previsto e autorizzato.

Dal punto di vista ambientale, perciò, a condizione che se ne dia una lettura seria e non ideologica, i cambiamenti sono stati sicuramente positivi. Naturalmente non sono state modificate le destinazioni d’uso e nemmeno gli obiettivi politici della pista che sono e rimangono chiarissimi: mettere a disposizione dell’industria automobilistica del nostro territorio un impianto indispensabile per le proprie attività di sviluppo e collaudo; mettere a disposizione della facoltà di Ingegneria dell’Università di Modena E Reggio Emilia una struttura fondamentale per la formazione e la ricerca (forse i denigratori dell’impianto non sanno che oggi esiste una prestigiosa cattedra di ingegneria del veicolo); mettere a disposizione di tutti i cittadini e di tutti gli operatori del trasporto un impianto per i corsi di guida sicura che sono già obbligatori in Europa e lo saranno presto anche in Italia; mettere a disposizione degli appassionati dei motori un impianto dove possano praticare la loro passione sportiva in assoluta sicurezza per loro e per gli altri cittadini, evitando che ciò avvenga, come purtroppo accade oggi, sulle strade della nostra provincia; mettere a disposizione di Modena Terra dei Motori un impianto che, in sinergia con la straordinaria rete museale che abbiamo creato nel nostro territorio, accresca la capacità di attrazione di Modena dal punto di vista turistico. Questo è il dato politico e non altro.

Credo che sia arrivato il momento di chiarire chi lavora per lo sviluppo e la crescita della nostra città, cercando di costruire tutte le opportunità che possono portare sul nostro territorio occasioni di investimento e di lavoro qualificato e chi invece lavora solo per distruggere tutto senza proporre nulla di alternativo se non una stanca e sterile demagogia conservatrice. Dispiace che a questo “coro” di guastatori si sia aggiunto anche il segretario cittadino del Pd. Molte cose oggi mi sono più chiare, come ad esempio il mancato intervento sui dirigenti del Pd che guidano Modena Attiva e che da oltre due anni lavorano sistematicamente, ed esclusivamente contro l’Amministrazione comunale, utilizzando molto spesso motivazioni pretestuose e a volte anche calunnie inventate di sana pianta.

Le dichiarazioni sui giornali ci informano che se fosse per Modena Attiva e per Sel non avremmo mai realizzato l’impianto. Ne prendo atto preoccupato per il futuro governo che guiderà questa città. Un governo condizionato dai veti delle forze massimaliste che bloccano tutto e impediscono qualsiasi decisione. Situazione che purtroppo abbiamo già constatato e pagato amaramente a livello nazionale (governo Prodi) e che stiamo cominciando a pagare anche a livello locale. Modena ha bisogno di altro rispetto a squallidi giochetti politici che hanno come unico obiettivo non il bene dei modenesi ma posizionamenti, anche personali, in vista delle prossime elezioni amministrative. La nostra città merita un impegno serio, rigoroso e forte a sostegno di un progetto riformista che dia speranze e futuro a chi non ha lavoro e a chi lo sta perdendo. O si capisce questo o si condanna Modena ad un declino irreversibile e drammatico.”

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