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Ballottaggio Modena, anche Muzzarelli avanti senza alleanze

IL candidato Pd conferma la stessa scelta del rivale M5S: "Non mi svendo, siamo coalizione solida. Tutti a votare e non al mare". Il 9 giugno dimissioni dalla Regione, comunque vada

"Se avessi voluto vincere tranquillo, forse avrei potuto farlo, ma non sono disponibile nè a vendermi nè a vendere i principi". Cosi' Giancarlo Muzzarelli, candidato della coalizione di centrosinistra per Modena, mandato al ballottaggio dallo scarto di voti registrato in negativo dal Pd modenese tra le elezioni europee e le amministrative. Muzzarelli, che dovrà sfidare il grillino Marco Bortolotti, infatti, è stato tradito dall'emorragia di voti a sinistra che hanno premiato l'ex assessore all'Istruzione Adriana Querzè (che si è accaparrata più del 7%) e al centro verso il civico/malettiano Antonio Montanini, che ha preso più del 4% del totale dei voti. Nonostante la svolta storica per la roccaforte modenese Muzzarelli dice "no agli apparentamenti", spiegando che farà incontri ma che "gli accordi vanno fatti in piazza e non sottobanco".

La maggioranza in consiglio "è già solida - ricorda Muzzarelli - e chi si candida ad amministrare Modena deve amarla", dunque "niente trattative sottobanco", nè "svendite di nessun tipo". Sulla effettiva possibilità che il futuro sindaco sia un 5 stelle Muzzarelli si dice "nè ottimista, nè pessimista, ma realista", e cioè intenzionato a fare "un passo alla volta". Ora per il candidato "la cosa più importante è che tutti gli elettori del Pd vadano a votare e non al mare", perchè "di fronte alle paure e ai progetti illusori a Modena deve parlare e trovare spazio la concretezza".

"Se dovessero vincere i cinquestelle? Comunque la maggioranza del consiglio l'abbiamo noi e a quel punto noi chiederemo di applicare il nostro programma, punto per punto. E poi vedremo cosa accadrà". È deciso Gian Carlo Muzzarelli sul da farsi in caso di vittoria grillina al ballottaggio che l'8 giugno aspetta per la prima volta dal dopoguerra gli elettori modenesi. Per Muzzarelli "la linea sarà esattamente questa", senza escludere nemmeno le "elezioni anticipate", anche se "se ci saranno idee intelligenti le apprezzeremo e se Bortolotti vorrà diventare nostro alleato... ben venga", conclude il candidato di centrosinistra.

In ogni caso, dimissioni il 9 giugno. Questo il proposito annunciato a seguire dall'assessore regionale alle Infrastrutture. "La lettera è già pronta - conferma Muzzarelli - ed ho già parlato con Errani". La regola prevede le dimissioni dal giorno dopo le elezioni "e io la rispetterò comunque vadano le cose". Muzzarelli lascia sul tavolo di via Aldo Moro deleghe importanti come quella alle Infrastrutture, oltre all'importante ruolo svolto a fianco del presidente della Regione, Vasco Errani nella ricostruzione post sisma. (DIRE)

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