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Pd: dopo la sconfitta alle primarie, Baruffi pronto a lasciare

Il segretario provinciale è giunto quarto, ma per la regola dell’alternanza uomo/donna, non sarà nella quota certa degli eleggibili. Perciò, ha deciso di presentarsi dimissionario alla prossima Direzione del partito

Ieri ho riunito la Segreteria provinciale del partito e assunti i risultati definitivi delle primarie, comunicati dalla Commissione di garanzia, abbiamo esaminato l’esito della consultazione. Il risultato di partecipazione, decisamente al di sopra delle aspettative, premia una volta di più il coraggio del Pd. Abbiamo interpretato correttamente il bisogno dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti e, ancora una volta, la proposta del Pd si qualifica come la più forte, la più democratica e la più innovativa per il Paese.

I cittadini hanno partecipato – non solo a Modena, naturalmente, ma qui più che altrove – premiando il partito e selezionando le candidature percepite come le più innovative. Un ringraziamento speciale meritano i nostri volontari e i nostri circoli, che hanno assicurato, una organizzazione perfetta, senza sbavature: rubando tempo alle famiglie e alle festività natalizie hanno consentito questo appuntamento complesso ed essenziale di democrazia che riconnette il nostro partito alla società. Ho rappresentato alla Segreteria la mia intenzione di rimettere il mio mandato di segretario provinciale alla Direzione del partito. Ritengo, infatti, essenziale che un risultato così importante – quello di ottime candidature fortemente legittimate dal largo consenso popolare – possa essere assunto da tutti i democratici modenesi per condurre con energia ancora maggiore la decisiva campagna elettorale che ci aspetta.

La mia mancata “elezione” (il risultato certificato dai Garanti mi colloca al quarto posto, ma per la giusta regola di democrazia paritaria, che prevede l’alternanza uomo/donna non sarò il quarto nome della lista) non deve costituire elemento di divisione tra noi e sono il primo a prendere atto del risultato. Il partito deve poter discutere e decidere liberamente come organizzarsi per i prossimi due mesi di campagna elettorale. La mancata elezione del segretario costituisce un esito non traumatico: trattandosi di primarie vere e aperte, i cittadini erano pienamente liberi di votare chiunque dei candidati. E’ il metodo che abbiamo scelto e a cui dobbiamo rimetterci tutti, io per primo.

Si determina in ogni caso un problema diverso, politico, nella gestione del partito, che non può essere accantonato. Ed è mio dovere far sì che il problema non si scarichi sul partito: prima di avviare l’importante lavoro per il voto del 24 febbraio, ritengo necessario presentarmi dimissionario alla Direzione che riuniremo nei prossimi giorni. Resta inteso, per quanto mi riguarda, l’impegno massimo per gli obiettivi che sono davanti a noi. Sono pronto a spendermi per questi in ogni modo utile che, insieme, decideremo. Quel che per me conta, ora, è avere un partito unito che punta con forza alla vittoria delle elezioni politiche

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