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Comune, Pighi come Monti: presentata la "Manovra salva-Modena"

La Giunta ha in serbo per i modenesi 20 milioni di euro di nuove tasse tra Imu e irpef: la debuttante tassa di soggiorno sarà per i turisti. Il Sindaco: "Non si potrà realizzare quanto contenuto nel programma elettorale"

Uno è il curatore fallimentare di un Paese, l'altro il Sindaco di una città capoluogo di provincia. Mario Monti e Giorgio Pighi sono divisi dalle funzioni da svolgere, ma sono uniti dagli obiettivi da raggiungere: far quadrare i conti di un bilancio che ormai lacrime e sangue le ha esaurite da tempo.

PROGRAMMA NO GRAZIE - Con la presentazione del bilancio da parte del primo cittadino Giorgio Pighi in un documento di sette pagine dal titolo "Un nuovo patto con la città: la manovra salva Modena", è difficile che trovi precedenti nel passato di piazza Grande quanto andato in scena ieri pomeriggio in Consiglio Comunale. Il Sindaco, infatti, ha ufficializzato l'uscita dai binari del programma elettorale risultato vincente più di due anni fa. Dopo avere annunciato come di fatto i modenesi verranno afferrati per le caviglie e scossi per fare uscire praticamente ogni centesimo dalle tasche, Pighi ha concluso il suo lungo discorso introduttivo con una chiosa a dir poco memorabile: "Non si potrà realizzare tutto quanto era stato concordato coi cittadini nel programma elettorale del 2009 - ha detto il primo cittadino - è cambiato il mondo, è cambiato il Paese, sono cambiate le condizioni di partenza. Ora, però, non si può ragionare in termini di tagli e rinunce: non riusciremo a fare tutte le cose che avevamo previsto, ma se ne potranno fare altre o si faranno diversamente, con equità, spirito di servizio, duro lavoro e fiducia nel nostro futuro".

MISURE - Il Sindaco ha presentato un conto salatissimo ai modenesi: 20 milioni di euro di nuove tasse, apertura ad esternalizzazioni, blocco del turnover che porterà alla riduzione di 200 unità di personale al servizio della macchina comunale. Se portasse al massimo consentito la leva fiscale, il Municipio potrebbe raccogliere qualcosa come 43 milioni di euro (a fronte di un fabbisogno di 27): 32 milioni verrebbero dall'Imu, 9 dall'Irpef, 2 dalla tassa di soggiorno. Pighi sostiene però di volere andarci piano e di "limitare il ricorso a nuove tasse a meno della metà di quanto sarebbe possibile", ovvero 20 milioni di euro. Tagli? Falciati 10 milioni di euro, "Oltre verrebbero intaccati i servizi essenziali". Servizi? "Ancora una settimana di tempo - ha chiesto il Sindaco - e porteremo in Consiglio una proposta". In particolare sui servizi all'infanzia e l'assistenza anziani, il Sindaco anticipa l'introduzione di fa sapere che "forme innovative, con modelli più leggeri e flessibili" che riducano il ricorso alle strutture. Una vaghezza che però lascia sospettare l'accettazione da parte del primo cittadino delle proposte lanciate dall'Udc su tagesmutter per i bambini e assistenza domiciliare per gli anziani. Per quanto concerne la riorganizzazione della macchina comunale, Pighi ha ipotizzato una drastica dieta dimagrante con "una riduzione di personale che dai circa 1.850 dipendenti attuali arrivi a circa 1.650 unità nel 2014, a fine mandato - ha dichiarato in aula - Sarà sostanziale blocco del turnover, compensato da una diversa strutturazione del personale e degli organigrammi, e settori destinati ad accorparsi". Sul fronte investimenti, il Sindaco ha poi annunciato che la giunta sta valutando di destinare almeno il 50% degli oneri di urbanizzazione.

OPPOSIZIONE - Per l'opposizione, i 10 milioni di tagli prospettati non bastano: "Non è accettabile ricavare 17-19 milioni di euro dalle imposte - ha attaccato Davide Torrini, capogruppo Udc - Penso soprattutto alle imprese: non possiamo ucciderle per far quadrare i conti del Comune. Il massimo di accettabilità è 50% e 50%". La proposta dell'esponente centrista è di continuare a levigare la spesa fino a recuperare circa 13 milioni di euro. Sulla stessa lunghezza d'onda il capogruppo di Lega Modena Nicola Rossi che ha invitato il Comune a tirare fuori gli attributi: "Ci vuole più coraggio - ha detto - Non è possibile pensare che solo un terzo di questi 28 milioni sia dedicato ai tagli. Bisogna fare scelte più coraggiose". Vittorio Ballestrazzi, capogruppo Modenacinquestelle.it, Vittorio Ballestrazzi, per fare cassa, ha suggerito la vendita delle farmacie comunali perché ormai "non hanno più ragione di esistere. Bisogna liberalizzarle e per questo aumentare l'occupazione dei farmacisti". Uguale per le azioni Hera: "Bisogna venderle e affidare i servizi dei beni comuni a chi offre un servizio migliore senza conflitti d'interessi". Eugenia Rossi, capogruppo Idv, sospetta che questo bilancio si porti dietro un "disavanzo" di quello precedente: "Se ci fosse, sarebbe grave", ha detto l'esponente Idv che, in attesa dei dati definitivi, ha proposto la riduzione delle spese  andando a toccare anche i servizi a chiamata individuale e facendo delle "gare vere a partire dal bando mensa - ha ricordato - perché una vera concorrenza ci avrebbe permesso dei costi diversi". Infine, "ci vorrebbe una risoluzione delle partecipate, che sono inutili e costose, risparmiando anche sui costi dei cda, e una revisione dello statuto delle associazioni, tutte quante, perchè qui ci sono delle vere e proprie prebende".

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