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No ad una commissione "sicurezza", la maggioranza boccia la porposta del centrodestra

Respinta la proposta presentata dal capogruppo di Lega Modena Antonio Baldini che chiedeva anche di dare attuazioni agli strumenti previsti nel Patto per Modena sicura

Il Consiglio comunale di Modena, nella seduta di giovedì 5 novembre, ha respinto l’ordine del giorno, presentato dal capogruppo di Lega Modena Antonio Baldini (e sottoscritto anche da Forza Italia e da Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia), per istituire una commissione consiliare speciale dedicata alla sicurezza integrata e urbana con il compito di verificare l’attuazione degli obiettivi previsti dal decreto legge 14 del 2017 sulla sicurezza delle città. L’ordine del giorno aveva ottenuto il voto favorevole dei proponenti e di Andrea Giordani (M5s). Contrari i gruppi di maggioranza (Pd, Sinistra per Modena, Modena civica, Verdi), che hanno giudicato sufficienti gli strumenti ordinari a disposizione del Consiglio, mentre si è astenuto il Movimento 5 stelle.

Nell’ordine del giorno si ricordavano le misure introdotte dal decreto legge per potenziare l’intervento degli enti territoriali e delle forze di polizia nella lotta al degrado, facendo riferimento al concetto di “sicurezza integrata” come all’insieme degli interventi “assicurati dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province e da altri soggetti istituzionali per concorrere alla promozione e attuazione di un sistema unitario e integrato di sicurezza per il benessere della comunità”. Si evidenziava, inoltre, come, “ferma la competenza dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza”, il decreto preveda la sottoscrizione di patti tra prefetto e sindaco per l’attuazione della sicurezza urbana. Un patto, ricordava l’ordine del giorno, che a Modena esiste e che è stato rinnovato il 20 dicembre 2019.

Il documento citava, quindi, i problemi di ordine pubblico che interessano Modena e la richiesta, avvenuta anche attraverso lo stesso Consiglio comunale, di elevare in fascia A la questura di Modena, “richiesta finora disattesa dal Governo”, chiedendo, infine, la costituzione di una commissione consiliare speciale (come previsto dal regolamento del Consiglio che la può nominare per particolari materie o col compito di istruire ed esaminare questioni di interesse rilevante). L’ordine del giorno invitava, inoltre, l’amministrazione ad “aprire un confronto all’interno del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, sulle particolari criticità emerse e a promuovere, in questa sede, l’attuazione degli strumenti di sicurezza urbana e integrata previsti dal decreto legge”, oltre a ribadire al prefetto la necessità di includere Modena tra le città di particolare rilevanza, consentendo così di aumentare il numero delle forze dell’ordine.

Aprendo il dibattito, Elisa Rossini (Fratelli d’Italia – Popolo della famiglia) ha spiegato che la mozione restituisce “una fotografia veritiera della sicurezza in città scattata dal punto di vista dei cittadini, come anche le statistiche riportate dalla stampa ci ricordano”. La consigliera ha chiesto all’intera Assemblea di votare il documento, “in cui sono citati due strumenti interessanti – ha continuato – come l’istituzione di una commissione consiliare speciale sulla sicurezza urbana e la necessità di intervenire sul Patto Modena sicura che non ha avuto completa attuazione”.

Per il Pd, Vincenza Carriero ha ricordato innanzi tutto che la sicurezza “è uno degli obiettivi di questa amministrazione”. Entrando nel dettaglio della mozione, ha osservato che la richiesta di istituire una commissione consiliare dedicata non può essere accolta “perché la funzione di questi organismi non è ispettiva né finalizzata a verificare l’operato della giunta comunale, come l’ordine del giorno vorrebbe, bensì istruttoria e preparatoria di documenti e argomenti a sostegno dell’attività dell’amministrazione”. Anche il capogruppo Antonio Carpentieri ha rigettato l’ipotesi di attivare una commissione speciale: “Questo iter dovrebbe essere percorso per situazioni di eccezionale gravità come la crisi economica nel 2009 e il Coronavirus nel 2020”. Mentre l’argomento della sicurezza, per quanto importante, “può essere trattato dal Consiglio comunale – ha proseguito – con gli strumenti previsti dalla legge come le interrogazioni e gli ordini del giorno”.

Secondo Antonio Baldini di Lega Modena, l’attuale situazione della criminalità a Modena e la mancata elevazione di fascia della Questura derivano “da una rappresentazione non reale della città, da parte dell’amministrazione, al Governo”. La situazione degli organici delle forze dell’ordine presenti sul territorio, a partire dalla polizia di Stato e dall’Arma dei carabinieri, potrebbe essere “uno degli argomenti trattati dalla commissione speciale, che avrebbe compiti di studio e analisi, allo stesso modo della commissione dedicata al Covid-19 attivata nei mesi scorsi”.

Anche Piergiulio Giacobazzi si è detto d’accordo con l’istituzione di una commissione dedicata “perché consentirebbe di analizzare dal basso il problema della sicurezza e del mancato accoglimento, da parte del Governo, delle istanze della città”. Le statistiche su reati “evidenziano per Modena una recrudescenza della criminalità che supera i livelli di alcune metropoli – ha chiuso Giacobazzi – e l’organismo consiliare, attivabile anche temporaneamente, rappresenterebbe uno strumento utile per discuterne”.

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