Fondazione CRMO, approvato il nuovo Statuto. Cambia anche il nome

Tra le novità più significative proprio la nuova denominazione: Fondazione di Modena. Introdotti limiti più stringenti ai mandati degli Organi istituzionali

Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena ha approvato la modifica allo Statuto dell’Ente. Tra le novità più significative, il cambio del nome in “Fondazione di Modena” e il limite dei due mandati sia per la carica di Presidente, che per il Consiglio di Amministrazione che per il Collegio dei Revisori, con la possibilità di assumere nuovamente cariche in un altro organo, ma solo dopo una pausa di tre anni. L’unico organo per il quale non sono previsti limiti ai mandati è il Consiglio di indirizzo, fatta salva la pausa di tre anni ogni due mandati.

Il nuovo testo, approvato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze lo scorso 9 aprile, stabilisce che i componenti degli organi durino in carica “per quattro esercizi finanziari, compreso quello di insediamento”, e restino in carica “fino all’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio”, con l’obiettivo di un coerente collegamento tra la responsabilità di amministratore e gli atti di indirizzo e programmazione adottati.

Per l’elezione del Vice Presidente viene richiesto il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti in carica, almeno per le prime due votazioni. Per il Cda è inoltre prevista la possibilità di delegare determinate funzioni anche a dipendenti della Fondazione e non solo al Presidente, a suoi membri e al Direttore generale, in sintonia con un modello operativo che sempre più qualifica le distinte funzioni degli organi e della struttura tecnica, soprattutto in materia finanziaria e gestionale.

Per quanto riguarda i membri del Consiglio di Indirizzo, il nuovo Statuto amplia la platea dei potenziali designati da parte dell’Università, includendo anche i professori associati, in considerazione della composizione attuale e futura del corpo docente. Si stabilisce, inoltre, che dei tre componenti cooptati almeno uno debba avere esperienza e competenza nel settore dell’educazione e della formazione, in coerenza con uno degli obiettivi strategici della Fondazione.

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Il nuovo testo prevede infine la possibilità di incrementare il patrimonio della Fondazione attraverso donazioni liberali di privati, una volta verificati i requisiti del donatore e gli oneri eventuali connessi alla donazione.

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