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Centri sociali: Ricci difende il Guernica, ma l'assessore Poggi non ci sta

Il consigliere di maggioranza di Sinistra per Modena difende le istanze degli autonomi e preme perché la Giunta conceda uno spazio, ma l'assessore al Patrimonio risponde picche

"Io sto con il Guernica". Lo ha dichiarato il consigliere comunale di maggioranza Federico Ricci, Sinistra per Modena. Il consigliere ha sempre nutrito "simpatia" per gli autonomi e oggi, sulle pagine dei quotidiani locali, ha rotto gli indugi invitando i modenesi a solidarizzare con il centro sociale per lo sgombero appena subito (comminate 14 denunce per l'occupazione, ndr) e ha esortato l'amministrazione comunale a concedere uno spazio: "La repressione non è mai servita a nulla - ha affermato - si rischia, proseguendo solo su questa linea di intervento, di inasprire un conflitto che sia le istituzioni, sia il Guernica potrebbero e avrebbero interesse a dirimere in modo più costruttivo. Nel pieno rispetto delle regole e con quella saggezza di cui la nostra amministrazione ha dato prova e alla quale tutti quanti noi potremmo essere pronti a dare credito una volta di più".

RICCI - "Cerchiamo di vedere una opportunità nel fatto che i locali di Via Zarlati occupati dal Guernica siano stati, ahimè, sgomberati e la capacità di essersi, nel frattempo, costituiti come associazione per percorrere le cosiddette vie legali che consentano la gestione di uno spazio sociale - ha argomento il consigliere comunale - Vediamo anche l’opportunità per l’amministrazione di dare una casa degna al Guernica, nel rispetto di norme, regolamenti, igiene e sicurezza degli ambienti e degli impianti, affinché le tante ed i tanti che condividono quei valori e quei progetti, legittimi e sani, possano costituire e restituire un valore aggiunto alla città, in forma di associazione riconosciuta a tutti gli effetti".

POGGI - Affermazioni del genere avranno fatto sicuramente sobbalzare sulla sedia l'assessore al Patrimoni Fabio Poggi che, nel pieno della mattinata, ha letteralmente sbattuto la porta in faccia al Guernica (ammesso che sia mai stata aperta): "Il Guernica non ha alcuna seria intenzione di dialogare con l’Amministrazione comunale, o almeno non l’ha avuta fino ad oggi, né dimostra di averla tutt’ora - ha sentenziato Poggi - Abbiamo incontrato i rappresentanti del collettivo in un momento in cui non erano impegnati in occupazioni e si erano costituiti in associazione, per pensare insieme una via percorribile alla loro istanza di spazi. Ma davanti alla nostra richiesta di rinunciare a future occupazioni abusive, la risposta è stata negativa". Secondo l'assessore, da parte del centro sociale non ci sarebbe stata alcuna volontà di creare un progetto condiviso, cosa impossibile davanti alla pretesa del tutto o niente avanzata da Guernica. Questo il diktat di Poggi: prima regole, poi tutto il resto. "L’Amministrazione comunale interloquisce con decine di associazioni e spesso mette a disposizione spazi per le loro attività, ma si tratta sempre di rapporti fondati su progetti individuati e realizzabili, sul rispetto della legalità, dei criteri stabiliti e delle norme - ha sottolineato l'assessore - È dunque evidente che a nessuno si concedono spazi in cui agire indisturbati senza essere tenuti all’osservanza della normativa in materia di impiantistica, di allacciamenti alle utenze, di osservanza dei limiti di capienza dei locali e di rumore. Il dialogo è stato proposto ma la posizione intransigente di Guernica lo rende impossibile".

GUERNICA - Scuotono il capo i ragazzi del centro sociale Guernica per la risposta ricevuta da Poggi: "O la pensi come il comune e allora il dialogo è più semplice e agevolato e forse un posto te lo trovano, oppure se porti idee, modi di fare e di agire diversi, ogni strada e dialogo si chiude - scrivono in una nota - L’amministrazione evidentemente vuole rimanere ottusa rispetto al progetto Guernica dimenticando, senza volere mai entrare nel merito, il valore aggiunto a livello sociale che ha e può avere il Guernica per la città di Modena, soprattutto ora in una situazione politica, socio culturale che sta giorno dopo giorno peggiorando e andando alla deriva. Ma soprattutto rispolvera il vecchio concetto di legalità, dimenticando ancora una volta quello che realmente pensa la città rispetto a questo concetto nei suoi confronti soprattutto in merito ai vari progetti che quest’amministrazione vuole e sta portando avanti o ancora la propria difficoltà (presunta o reale) di estirpare quelle che sono le infiltrazioni mafiose in città".

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