Venerdì, 17 Settembre 2021
Politica

Ristoratori, esercenti e artigiani contro il Green pass: "Non siamo controllori"

Critiche da Confcommercio, Confesercenti e CNA sulla misura introdotta dal Governo, che rischia di penalizzare soprattutto i pubblici esercizi

"Una norma che penalizza, ancora una volta, il mondo della ristorazione, già messo a durissima prova dal Covid e dalle restrizioni, e che irrompe nel bel mezzo della stagione turistica, stravolgendone le regole, con la conseguenza certa e devastante, come sta accadendo in queste ore, di indurre tante famiglie a disdire le vacanze prenotate per agosto". Così Luca Marchini, presidente di Fipe-Confcommercio Modena, e Amedeo Faenza, presidente provinciale di Federalberghi-Confcommercio, intervengono sul nuovo decreto del Governo centrato sul Green Pass.

"Nessun dubbio- premettono i gestori modenesi- sul fatto che non si debba abbassare la guardia di fronte alla diffusione delle varianti, ma le norme introdotte sono discriminatorie: perché mai, ad esempio, l'imposizione del Green Pass non è stata estesa a settori, in primis al mondo dei trasporti ma anche a uffici pubblici, banche, luoghi di culto, dove le possibilità di contagio sono certamente più concrete che in un bar ed in un ristorante?". Il tutto "senza considerare il fatto- sbotta Faenza- che agli operatori viene attribuito il compito gravoso del controllo della validità del Green Pass, trasformandoli peraltro di fatto in agenti di pubblica sicurezza con tutte le responsabilità, anche legali, connesse".

VIDEO | Green pass per i ristoranti? Corghi: "Un provvedimento che crea altra disparità"

Ma anche Cna è scontenta in città: "Ancora una volta è successo ciò che temevamo. Anche con il nuovo decreto- commenta Alberto Papotti, segretario Cna- l'incombenza del controllo va a carico degli esercenti. Una cosa inaccettabile. Non si possono stabilire regole così rigide e pretendere che i ristoratori e tutte le altre categorie chiamate in causa, tra le più colpite dalle conseguenze economiche della pandemia, siano costrette a verificare la corrispondenza e l'esattezza del Green Pass dei clienti che si presentano loro".

In caso di violazione, infatti, può essere elevata una sanzione, da 400 a 1.000 euro, a carico sia dell'esercente sia dell'utente. Qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l'esercizio potrebbe essere chiuso da uno a 10 giorni. "Sarebbe stato molto più utile- continua Papotti- che questi controlli fossero affidati alle autorità competenti. Invece, in questo modo, ancora una volta si rischia di creare un vero e proprio conflitto tra i ristoratori e i propri clienti". Dal 6 agosto, inoltre, secondo Confcommercio "almeno tre milioni di famiglie verranno letteralmente spaccate in due: al momento infatti ci sono 4 milioni di giovanissimi tra i 12 e i 19 anni non ancora vaccinati, in attesa del loro turno. Si tratta- rincara Faenza- di ragazzi che passeranno le vacanze con i genitori, in larga parte già vaccinati, ma che non potranno neppure fare colazione nei nostri alberghi oltre che andare a mangiare una semplice pizza con loro: questo cortocircuito è dato dalla fretta con la quale è stata approvata una norma che, così congegnata, non porterà gli effetti attesi".

Concetti ripresi anche da Confesercenti Modena: "Pur condividendo l'esigenza di accelerare l'adesione alla campagna vaccinale, sostiene Marvj Rosselli, direttore provinciale Confesercenti - non possiamo accettare che la collaborazione delle imprese diventi un'assunzione eccessiva di responsabilità e un caos organizzativo, anche considerando che il green pass è comunque una forte limitazione dell'attività economica, che andrà adeguatamente indennizzata. Restano, inoltre, delle incongruenze incomprensibili: ad esempio l'estensione dell'obbligo anche alle fiere e alle sagre all'aperto, immotivata poiché notoriamente il pericolo di contagio all'aria aperta è minore; altrettanto ingiusta l'insufficienza del green pass per riaprire le discoteche a chi ne è dotato".

Sulla questione interviene anche Catia Fornari, Presidente Provinciale Fiepet Confesercenti Modena:"Le nostre imprese hanno ripreso a lavorare a pieno regime da poco più di un mese e già si ricomincia con le restrizioni. Siamo inoltre molto preoccupati  - conclude Fornari - che la richiesta di verifica della certificazione e un eventuale diniego all'accesso possa generare conflitti e tensioni con la clientela, in particolare da parte di chi dovesse pretendere, in sfida alle nuove norme, di entrare comunque nei locali: in questi casi verrebbe messa a rischio la sicurezza dell'esercizio e l'incolumità degli esercenti, chiamati ad un compito di "polizia" che non possono davvero svolgere". 

Più sfumata la posizione di Lapam: “L’importante è trovare tutti gli strumenti per tener aperto le attività. In particolare il terziario e le attività più penalizzate non possono permettersi una ulteriore chiusura. Allo stesso tempo chiediamo agli amministratori pubblici e a tutte le istituzioni di promuovere una campagna capillare di sensibilizzazione per aumentare la percentuale di vaccinati”. Gilberto Luppi, presidente generale Lapam, commenta con queste parole il tema del green pass: “Nelle piccole e medie imprese non è mai mancato il senso di responsabilità. Quello che abbiamo applicato fin dall’inizio della pandemia, adottando i protocolli igienico-sanitari e rispettando con diligenza e rigore le indicazioni del Governo per evitare la diffusione del virus, perché abbiamo a cuore la salute nostra, quella dei nostri dipendenti e di tutta la comunità. Per noi non è una novità, poiché abbiamo imprese nelle quali lavorano insieme imprenditori, dipendenti e collaboratori. Non vogliamo entrare in polemica – prosegue il presidente Lapam Confartigianato – quello che sappiamo è che i piccoli imprenditori continueranno a rispettare le indicazioni per evitare il rischio di una nuova ondata della pandemia”. Luppi conclude: “Voglio sottolinearlo di nuovo: non possiamo permetterci ulteriori restrizioni e chiusure per le nostre attività. Su questa consapevolezza si fondano i nostri comportamenti, anche per quanto riguarda le vaccinazioni”.

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