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I comitati contro le Bretella: "Fermare l'opera, il Covid insegni"

I gruppi ambientalisti tornano all'attacco per provare a fermare la realizzazione della Campogalliano-Sassuolo: "Opera inutile, serve un'inversione di rotta"

La bretella Campogalliano-Sassuolo "non si giustifica sul piano economico, logistico e normativo" ed è "ambientalmente indifendibile". Quindi va fermata, soprattutto in questo momento di recrudescenza della pandemia. Tornano a farsi sentire i comitati e le associazioni ambientaliste, che chiedono ancora una volta di fermare il progetto inviando una "lettera aperta alle Istituzioni e all'opinione pubblica modenese e reggiana". Il comitato No bretella invoca "un'inversione di rotta" sull'opera. 

"Nessun insegnamento dalla crisi del covid-19?- si chiedono gli ambientalisti- servono investimenti a favore degli assi strategici per la mobilità sostenibile delle merci, tutela dell'ambiente e della salute, rispetto delle norme Ue sulla concorrenza". Mentre il Paese affronta la seconda ondata del coronavirus, sottolinea il comitato, "la battaglia fra enti locali e Stato per l'assegnazione della concessione dell'A22 e la conferma automatica degli investimenti sulle nuove autostrade all'interno del territorio regionale continua in barba alle reali priorità del settore economico e della popolazione". 

Ed è proprio "in questo scenario desolante- affermano gli ambientalisti- ci siamo trovati a comporre una nuova lettera aperta per ricordare i problemi irrisolti legati alla realizzazione della Bretella, le questioni legate all'assegnazione della concessione A22 e le soluzioni ben più efficaci per ottimizzare la gestione dei flussi di merci che partono e arrivano dal distretto ceramico". 

Soluzioni che, prima di tutto, "contemplano lo stop alla nuova autostrada e la realizzazione del collegamento ferroviario Dinazzano-Marzaglia per ridurre il numero di tir circolanti sulla rete stradale provinciale- spiega il comitato- con benefici sia sul traffico locale, sia sulla qualità dell'aria e sulla salute dei cittadini". Del resto, sostengono i No bretella, "cosi' come il covid ci impone di ripensare alle politiche di investimento sulla sanità pubblica, allo stesso modo occorre una riflessione su come si decide di intervenire nel settore della mobilità. Non è possibile proseguire con progetti vecchi di decenni senza un minimo di critica sulle conseguenze che il modello del trasporto merci su gomma ha prodotto sul nostro territorio, cosi' fortemente impattato dall'inquinamento atmosferico e dalla perdita di suolo agricolo", sostiene il comitato. 

(DIRE)

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