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Lunedì, 4 Luglio 2022
Politica

Asili nido, il Comune: "Cambiano esigenze, i servizi vanno ripensati"

L'assessore alla Scuola Cavazza interviene sulla chiusura del Todi per precisare che calo delle domande e conseguente riduzione dei posti sono iniziati diversi anni fa

“Cambia la composizione demografica della società e cambiano anche i bisogni e le richieste delle famiglie. Di questo un’Amministrazione deve tener conto se vuole elaborare risposte e servizi calibrati sui bisogni reali dei cittadini, improntate al principio di equità, senza irrigidirsi su posizioni anacronistiche”. Lo afferma il vicesindaco assessore alla Scuola del Comune di Modena Gianpietro Cavazza che continua: “È da cinque anni che si registra la diminuzione dei nati e la conseguente riduzione delle domande ai nidi d’infanzia, unitamente all’incremento delle rinunce che può essere legato anche alla crisi economica e per questo motivo abbiamo continuato a mantenere invariate le tariffe che comunque sono commisurate alle effettive possibilità delle famiglie grazie all'utilizzo dell'indicatore Isee".

Le "posizioni anacronistiche" cui Cavazza fa riferimento sono quelle che Per Me Modena ha rilanciato con la manifestazione di ieri davanti al nido Todi, ormai pronto alla chiusura. La replica dell'Amministrazione alle proteste dell'opposizione di sinistra è dunque prettamente statistica. "Già a febbraio 2013 erano state eliminate una sezione al nido comunale Todi e una al nido comunale Giardino per un totale di 36 posti in meno (anche se contestualmente si era aperta la nuova sezione San Paolo con 18 nuovi posti). Dopo la raccolta delle domande, insufficienti a coprire l’offerta, già allora si era proceduto a rimodulare le singole sezioni riducendo i posti in ben sei nidi. Rispetto all’anno precedente, i posti soppressi complessivamente nelle diverse strutture erano stati in tutto 54, pari praticamente a due nidi di due sezioni ciascuno, senza particolari risparmi per l’Amministrazione pubblica, visto che restavano invariati i costi di gestione delle strutture. Allo stato attuale – continua Gianpietro Cavazza - quando le condizioni lo hanno consentito e condividendo le decisioni con le famiglie dei bambini e il personale, abbiamo unito alcune sezioni in un’unica struttura per garantire ai bambini un contesto educativo idoneo e per ottimizzare le risorse. In particolare, il nido Barchetta, che già lo scorso anno aveva perso una sezione, a settembre, dopo un percorso concertato con operatori e genitori, ospiterà anche l’ultima sezione del vicino nido Todi rimasta in attività".

Guardando i numeri dell’Osservatorio statistico: nel 2012 i bambini da 0 a 2 anni residenti nel nostro Comune erano 5.254, sono diventati 5.147 nel 2013, 5004 nel 2014, 4.881 nel 2015; vale a dire 373 bimbi in meno. Analogo andamento non si è invece registrato per i bambini residenti di età tra 3 e 5 anni che sono passati dai 5.140 del 2012 ai 5.305 del 2015. Il calo delle domande ai nidi d’infanzia si sta verificando da diversi anni tanto nei servizi educativi comunali quanto in quelli convenzionati, mentre il calo delle domande non si registra per la scuola d’infanzia, un servizio educativo rivolto ai bambini da 3 a 6 anni. Di fronte a questo fenomeno l’Amministrazione ha deciso, già cinque anni fa, di rivedere le politiche dell’infanzia riducendo progressivamente i posti comunali disponibili al nido: 998 nel 2009/2010, 974 nel 2010/2011, 965 nel 2011/2012, 956 nel 2012/2013, 921 nel 2013/2014, 867 nel 2014/2015 e parimenti si sono ridotti anche i posti convenzionati.

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