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Inceneritore, il Comune resiste in giudizio nel ricorso al Tar

Il Comune sarà parte attiva nel ricorso che tre aziende di Modena Nord hanno inoltrato al Tar per chiedere di cancellare il "potenziamento" dell'inceneritore. Le imprese avevano manifestato preoccupazione per dipendenti e impianti industriali

Il Comune di Modena resisterà in giudizio contro il ricorso promosso davanti al Tar delle tre aziende che hanno sede nella zona dell'inceneritore modenese. Come riportato dall'agenzia Dire, le tre importanti imprese - Usco Spa, Grs, Spa e Saima Avandero -  che contano in totale più di 500 addetti, si sono rivolte nei mesi scorsi al Tribunale amministrativo per chiedere l'annullamento della determina provinciale di ferragosto, quella cioè che diede il via libera alla nuova qualifica dell'impianto da semplice inceneritore a termovalorizzatore, consentendo di fatto di incenerire una maggiore quantità di rifiuti.

La preoccupazione delle aziende si riferisce ai “tempi di permanenza del personale nei pressi dell'impianto per otto ore quotidiane”, e ipotizzando che il maggior flusso di rifiuti possa essere maggiore fonte di inquinamento le tre ditte minacciano anche una richiesta di risarcimento danni nel caso, a causa della nuova situazione, "le proprietà nei pressi dell'impianto vadano a perdere il valore odierno”. La causa vede le aziende schierarsi contro Provincia, Comune, Arpa ed Hera.

Nei giorni scorsi la Giunta del Comune di Modena ha deliberato di affidare alla civica avvocatura la resistenza in giudizio di fronte ai giudici del Tar. Intanto, il processo di potenziale ampliamento dell'attività dell'impianto di via Cavazza ha subito un certo ridimensionamento, dopo le dichiarazioni del sottosegretario alla Presiendenza della Regione, Alfredo Bertelli, che ribadito come la nuova qualifica non verrà di fatto sfruttata, rimanendo all'attuale quota di 180 tonnellate di materiale inceneribile.

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