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Concessione della A22 ad Autobrennero, il termine slitta ancora

Un maxiemendamento approvato dal Senato posticipa al 29 dicembre il termine, dopo ormai 6 anni dalla scadenza. Sul piatto investimenti per 4 miliardi

Il termine dell'attuale concessione ad Autobrennero della A22 scaduta la prima volta nel 2014? Di proroga in proroga, dopo le ultime riferite a fine settembre e a fine novembre, ora il nuovo termine "è stato differito al 29 dicembre, con il maxiemendamento approvato proprio ieri dal Senato in relazione al disegno di legge di conversione del decreto legge 104 del 2020", il decreto Agosto, e "ora all'esame della Camera". 

Lo segnala il viceministro dei Trasporti Giancarlo Cancelleri (M5s) interrogato ieri in commissione alla Camera, dal deputato e collega Alberto Zolezzi. Quest'ultimo ha chiesto di chiarire quindi "lo stato della procedura" per l'individuazione di un nuovo concessionario dell'autostrada A22 Brennero-Modena. Come ricostruisce il viceministro al deputato, in ballo c'è sempre l'affidamento ad una società a capitale interamente pubblico, dopo gli approfondimenti anche con la Commissione europea conclusi con la formulazione di un 'giudizio di compatibilità'. Dopodichè, è stato firmato un accordo di cooperazione tra il ministero delle Infrastrutture e gli enti territoriali coinvolti. 

L'accordo, oltre a disciplinare la stessa modalità di gestione della Brennero-Modena, è accompagnato da un piano economico-finanziario con il totale degli interventi da eseguire durante i 30 anni di concessione. Si tratta di investimenti per 4 miliardi di euro, compresi gli interventi di adeguamento e riqualificazione autostradale nonchè di mobilità in generale nei singoli territori.

"Prodromica all'effettuazione di tali interventi è la stipula degli atti convenzionali di concessione" la cui deadline ora è fissata al terz'ultimo giorno dell'anno, puntualizza in commissione Cancelleri rispondendo al parlamentare pentastellato. Il quale, verso dicembre, auspica ora sia che si operi "celermente", ovvero "che si metta a gara la concessione senza che vi siano gestioni opache, sia che "gli introiti di una pubblicizzazione siano destinati ad altre opere, segnatamente ferroviarie".

(DIRE)

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